Datteri proibiti, la campagna social di Punta Campanella: «Non mangiate il futuro»

Datteri proibiti, la campagna social di Punta Campanella: «Non mangiate il futuro»

Campagna social di Punta Campanella: «Non mangiate il futuro»

«Non mangiarti il futuro, dici No ai datteri di mare!». E’ lo slogan lanciato dal parco marino Punta Campanella alla vigilia delle festività natalizie. Più si avvicina il cenone e più sale la tensione. Motivo? L’assalto dei predoni al litorale della penisola. Obiettivo: andare a pescare i datteri proibiti che di questi tempi sul mercato nero possono valere anche 100 euro al chilo. La location “preferita” dai criminali del mare rimane Punta Campanella. In particolare, è lo scoglio del Vervece – reso celebre per il record in apnea del compianto Enzo Maiorca e per la presenza della Madonnina dei sub fissata a 12 metri di profondità – a essere stuprato dai predoni.
Sia chiaro: nel corso degli ultimi giorni si stanno intensificando i controlli. Si tratta di un’attività fondamentale che viene accompagnata pure dall’opera di prevenzione. Appena la scorsa settimana, la guardia di finanza ha eseguito un sequestro di 20 chili di datteri. Lo stesso ha fatto la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia che in una pescheria di Torre Annunziata ha scovato altri 20 chili di frutti di mare proibiti.
Insomma, l’allarme resta attuale e il parco marino, su Facebook, lancia l’invito a non mangiare datteri. «Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, l’attività illecita di datterari e pescatori di frodo aumenta – si legge nella nota del parco marino -. Per fermare questo scempio, oltre all’impegno costante delle forze dell’ordine, occorre la collaborazione di tutti i cittadini nel denunciare rivenditori illegali e ristoratori che offrono datteri di mare, e nel segnalare imbarcazioni sospette che agiscono solitamente alle prime luci dell’alba o in piena notte. I danni causati dal prelievo illegale del dattero di mare sono notevoli. Per estrarlo dalla roccia vengono usati martelli e pinze che distruggono la costa sottomarina causando la desertificazione dei fondali. Fermarli è un dovere di tutti per preservare lo straordinario patrimonio ambientale della penisola sorrentina. Non mangiarti il futuro, dici No ai datteri di mare!».

 


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