Elezioni a Vico Equense, si apre l’inchiesta bis: nel mirino certificati e firme

Elezioni a Vico Equense, si apre l’inchiesta bis: nel mirino certificati e firme

Aperta l'inchiesta bis, certificati nel mirino

La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha aperto un’altra inchiesta sulle elezioni Comunali di Vico Equense. E’ la seconda dalla scorsa estate. Si tratta di un “atto dovuto” alla luce delle querele e degli esposti presentati dai vari schieramenti in campo alle Amministrative 2016.
Gli accertamenti riguardano sempre ciò che avvenne il 7 maggio scorso, l’ultimo giorno utile per presentare liste e candidature. Nel dettaglio, si tratta di un altro filone rispetto a quello già chiuso appena qualche settimana fa sul conto del segretario comunale Luigi Salvato e dell’ex consigliere comunale di maggioranza Luigi Savarese. Entrambi devono rispondere dell’ipotesi di falso sull’accettazione della candidatura di Andrea Buonocore a capo della lista civica VICOinvolgiAMO. Secondo la Procura di Torre Annunziata, la firma dell’attuale primo cittadino – eletto al ballottaggio del 19 giugno scorso con 32 voti di scarto sul candidato Maurizio Cinque – non è mai stata apposta sulle certificazioni della lista, ma venne ugualmente autenticata da Savarese, “presentatore” della civica. Mentre Salvato – è questa l’accusa – rilasciò un attestato in cui veniva considerata la conformità dei moduli protocollati dalla civica. Un documento fondamentale perché fu oggetto delle motivazioni del Consiglio di Stato che riammise al voto Buonocore e VICOinvolgiAMO.
La Procura ha delegato le indagini ai carabinieri che di recente hanno formalmente acquisito un’ampia gamma di materiale che viene ritenuto di cruciale importanza per l’inchiesta. Non solo. Sotto la luce dei riflettori ci sono anche le tre sentenze rese dalla giustizia amministrativa sul conto della coalizione Buonocore. La prima è quella del Tar della Campania che rigettò il ricorso contro l’esclusione della lista per mancanza di documenti. La seconda è quella del Consiglio di Stato che ribaltò il verdetto di “primo grado” consentendo al candidato di scendere in campo. La terza e ultima sentenza, forse la più importante, è quella del Tar Campania sul riconteggio delle schede e l’annullamento delle elezioni. I giudici rigettarono il ricorso presentato dall’ex consigliere comunale di Forza Italia Mariateresa Eusebio, candidata (non eletta) nella coalizione di Maurizio Cinque, perché – come scritto nelle motivazioni – per cercare le prove dei sospetti avanzati nell’istanza sia sui voti domiciliari (aumentati da 31 a 85 tra primo e secondo turno) sia sul conteggio bisognava presentare una querela per falso.
Tutti elementi che per la Procura di Torre Annunziata rappresentano una base preziosa su cui iniziare a lavorare. E al di là dell’altra necessità dovuta alle verifiche sulle liste escluse, cioè Pd e Forza Vico (entrambe alleate di Buonocore), e sull’inferno scoppiato all’interno dell’ufficio elettorale con spintoni, urla e, a detta di qualcuno, documenti spariti da un momento all’altro e rinvenuti successivamente nel cestino.


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