San Giuseppe. Biblioteca sfrattata, il Pd apre la libreria sociale

San Giuseppe. Biblioteca sfrattata, il Pd apre la libreria sociale

Biblioteca sfrattata, il Pd apre la libreria sociale

La biblioteca è chiusa da quasi due anni ormai, sfrattata per far spazio all’ufficio anagrafe all’interno di quella che era una delle stanze maggiormente frequentate dagli studenti nel palazzo comunale di San Giuseppe Vesuviano. Un brusco stop alla cultura e alla lettura dei libri che all’ombra del Santuario hanno deciso di “ripristinare”. E se non ci pensa l’amministrazione, c’è qualcun altro che lo fa al posto loro. Il Collettivo Vocenueva, unica espressione di centrosinistra in consiglio comunale, da mesi combatte una battaglia culturale per la riapertura di spazi dedicati alla lettura e allo scambio dei libri. A San Giuseppe nasce la Biblioteca Sociale, struttura inagurata nei giorni scorsi in via Murialdo. L’iniziativa della Bibilioteca Sociale rientra nella campagna culturale Libri in circolo lanciata proprio dai membri del Collettivo Vocenueva nel corso dei mesi scorsi. I cittadini hanno regalato libri propri – quelli della vecchia biblioteca marciscono all’interno dell’ex scuola elementare Marciotti che è inagibile – per una condivisione comune. Grazie alla donazione di oltre 350 volumi, i cittadini potranno prendere in prestito libri e utilizzare la sede come luogo di studio e di lettura. «La chiusura della biblioteca comunale è uno dei tanti fallimenti di questa amministrazione». accusa Antonio Borriello, consigliere comunale del gruppo Vocenueva – PD. «Noi crediamo che un paese che spende mezzo milione di euro in quattro anni per festeggiare il Natale, possa anche permettersi di investire in uno spazio pubblico dedicato ai giovani ed a tutti i cittadini. Che un paese civile debba favorire e coltivare la passione per la lettura e, in generale, sostenere la capacità creativa e formativa della conoscenza. Senza spazi per i giovani questo paese non ha futuro». «E’ un primo passo, non un traguardo. Avrà bisogno di molto altro e di ulteriori donazioni, ma è anche un modo concreto per mantenere viva la protesta contro un’amministrazione che continua a sottrarre risorse ai giovani», ha spiegato Lina Russo responsabile del progetto.

 


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