Trasporto sociale. Le ombre sui pulmini fantasma

Trasporto sociale. Le ombre sui pulmini fantasma

Le ombre sui pulmini fantasma

Tagli al trasporto sociale, alzano la voce i disabili dell’area vesuviana. In una relazione redatta dal Comitato per i diritti umani presieduto da Angelo Marigliano sono venute alla luce parecchie ombre sulle responsabilità dei Comuni in merito alla questione del trasporto per disabili e anziani. Gli stessi comuni che nei giorni scorsi hanno optato per il taglio del trasporto, rischiando di mandare sul lastrico 8 lavoratori della cooperativa che attualmente si occupa del servizio. In una lettera al Comune di Poggiomarino vengono portate alla luce alcune ombre nella gestione del servizio nel piccolo paese vesuviano. Al di là dei numeri e dell’importanza che il trasporto assume a Poggiomarino – gran parte dei fruitori provengono proprio da lì – nel documento consegnato anche nelle mani dell’ente regionale sono illustrate le tante anomalie degli ultimi anni. Dalla gestione indecorosa dell’ambito (dai bandi indetti e poi annullati fino a quelli pubblicato con affidamento a ribassi del 40%) fino all’esercito di veicoli fuori uso che giacciono nei parcheggi comunali. Passando per la mancata consulta dei disabili che non è stata mai istituita.

Al Comune di Poggiomarino – all’attenzione del sindaco e dell’assessore alle Politiche Sociali – è stata anche inoltrata richiesta di riutilizzo di un mezzo di trasporto che da tre anni non viene messo a disposizione dei cittadini. Stessa cosa accade a San Giuseppe dove da mesi è fermo un furgoncino, «che potrebbe essere utile per il trasporto di noi disabili» dice Marigliano. Insomma una serie di anomalie nella gestione delle politiche sociali da parte dell’ambito negli ultimi anni portata alla luce in un documento consegnato ai vertici amministrativi di Poggiomarino – una delle poche città che aveva votato contro i tagli al trasporto sociale – e dei funzionari regionali.

«Ma la nostra battaglia non finisce qui – dice Marigliano – e se necessario ci faremo sentire anche a Roma per far valere i diritti di noi disabili».


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