Castellammare, il boss dei Cesarano puntava al Bingo di Pompei

Castellammare, il boss dei Cesarano puntava al Bingo di Pompei

Castellammare, il boss dei Cesarano puntava al Bingo di Pompei

Castellammare/Pompei. I 3.500 euro che ogni mese i fratelli Moxedano versavano al clan Cesarano non gli bastavano. E anche l’aumento a 5mila euro che aveva imposto dopo l’arresto di Nicola Esposito, alias ‘o mostro, cominciava a stargli stretto.

L’obiettivo di Luigi Di Martino, ‘o profeta, era quello di prendere il controllo del Bingo di Pompei, inserendo nella società un suo prestanome.

E’ uno dei particolari che emerge dall’ordinanza di quasi 200 pagine firmata dal gip Pietro Indinnimeo del Tribunale di Salerno e che ha portato all’arresto di 13 persone.  Un boss incontentabile Gigino ‘o profeta.

Da quando era diventato il reggente del clan egemone tra la periferia nord di Castellammare e Pompei, le imposizioni nei confronti degli imprenditori dell’area erano diventate ancora più pressanti.

Tiziano Valle

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