Le mani del clan D’Alessandro sul Piano Napoli di Boscoreale

Le mani del clan D’Alessandro sul Piano Napoli di Boscoreale

Le mani del clan D'Alessandro sul Piano Napoli di Boscoreale

C`è un filo sottile che lega il business dello spaccio nel Piano Napoli al sodalizio criminale del clan D` Alessandro di Castellammare di Stabia. È quanto emerge dall`ordinanza di custodia cautelare scattata nei confronti di otto persone con l`accusa di spaccio e detenzione. L`operazione, messa in campo dai carabinieri della stazione di Boscoreale, agli ordini del maresciallo Massimo Serra, ha permesso di ricostruire oltre 250 episodi di spaccio. L`attività illecita avveniva nei rioni delle palazzine popolari dal Piano Napoli di via Settetermini a via Passanti. Un serpentone infinito di cemento dove i porticati delle palazzine diventano i covi per l`affare dell`emporio bianco. Qui, per mesi, i carabinieri hanno osservato, monitorato e fotografato centinaia di episodi di spaccio smantellando così la holding criminale. Hanno ricostruito volti e personaggi, una ragnatela criminale che continuava a gestire l`affare, molte volte, anche nelle abitazioni e spesso a coordinare il mercato dell`emporio bianco erano proprio personaggi di spicco nonostante fossero sottoposti agli arresti domiciliari. Nessun freno, quindi, nessun limite pur di continuare ad alimentare le casse della camorra con lo spaccio. Ma è tra questi episodi ricostruiti che i carabinieri hanno riscontrato la presenza di Carmine D` Aniello, alias a pazziell «uomo facente parte del sodalizio criminale del clan D`Alessandro». I fatti: è il 28 aprile del 2015 e i carabinieri in abiti civili stanno effettuando un controllo mirato nei pressi di un bar della zona dove, due delle otto persone finite poi nei guai, Francesco Romania e Sorrentino Nunzio, vengono pedinati sino a via Andolfi, zona a confine. Qui, vengono raggiunti da una seconda autovettura, una Nissan con a bordo altre due persone. La scena viene ripresa e solo dopo l`incontro i militari decidono di controllare i due individui: si tratta appunto di D` Aniello. L`uomo viene perquisito e trovato in possesso di una pistola calibro 9 e quindici proiettili, pronta per l`uso mentre il passeggero, Giancarlo Donnarumma in possesso di diversi grammi di cocaina. D’Aniello fu arrestato e poi patteggiò per 4 anni. Eppure per gli inquirenti quell`incontro non era un semplice appuntamento per acquisire una dose di cocaina. Le intercettazioni telefoniche e ambientali avevano evidenziato vecchie ruggine tra i due indagati e il soldato del clan dei D` Alessandro che con molta probabilità sarebbero state legate all`acquisto di droga e, secondo quanto scrivono I magistrati nell`ordinanza «debiti per l`acquisto di cocaina». A rafforzare la tesi il tenore agitato e lo scontro verbale tra i quattro all`appuntamento e la pistola che il soldato del clan stabiese aveva sotto la cintola e pronta per l`uso. Insomma, uno scenario inquietante e che apre anche nuove piste investigative su quelli che sono i nuovi possibili accordi tra i sodalizi criminali della zona.
 


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