Torre del Greco, prime tensioni in maggioranza per i due posti rimasti liberi in giunta

Torre del Greco, prime tensioni in maggioranza per i due posti rimasti liberi in giunta

Torre del Greco, prime tensioni in maggioranza per i due posti rimasti liberi in giunta

Torre del Greco. Il day after il consiglio comunale dei veleni e la “restaurazione” della giunta dimissionaria – confermati 5 assessori su sette, a partire dal vicesindaco Romina Stilo – tira aria pesante in maggioranza. Volti scuri e rabbia malcelata tra gli alleati, nessuna voglia di scherzare: «Stavolta, Ciro Borriello si è superato: pensavamo potesse ripescare qualche esponente della vecchia giunta, ma la conferma in blocco è una vera sfida», si lascia sfuggire qualche consigliere comunale.

Il clima è teso: a 24 ore dal rientro in maggioranza «dettato dal ritrovato dialogo con il sindaco» l’ex dissidente Luigi Caldarola sceglie la via del silenzio. D’altronde, il “soldato di via Lamaria” aveva posto un’unica condizione per siglare la pace con l’ex deputato di Forza Italia: «Non sono politicamente compatibile con l’attuale vicesindaco – aveva detto il delfino dell’ex assessore regionale Severino Nappi – o lei o me».

Dunque, all’indomani delle dimissioni di lady giunta, ogni dubbio era stato cancellato. E puntuali erano arrivati in aula il “no” alla sfiducia del sindaco e il “si” al bilancio di previsione per il 2017. Poi la nomina-bis per la ricercatrice in genetica all’università del Sannio ha cancellato d’emblée l’idillio ritrovato con il sindaco. Evidentemente delusi dalla decisione d’impero del chirurgo plastico anche Vittorio De Carlo e Antonio Trieste, mentre Annalaura Guarino – figlia dell’unico assessore revocato, Ferdinando Guarino – ha formalizzato il passaggio al gruppo misto di minoranza.

In attesa degli eventi, invece, restano in quattro: Ottavio Bello, Stefano Abilitato, Cinzia Mirabella e lo stesso Luigi Caldarola. In teoria, si dovrebbero “dividere” i due posti rimasti liberi all’interno dell’esecutivo cittadino: operazione complicato, considerata l’ambizione di Ottavio Bello di “sistemare” la figlia – la “braciulona” cara a Silvio Berlusconi, già assessore alla pubblica istruzione durante il primo mandato di Ciro Borriello – e la volontà del capogruppo di Forza Italia di puntare sul marito Gerardo Mazzeo. Insomma, la strada per completare la giunta sembra lunga e in salita.


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