Il direttore dell’Asl Costantini: «A Sorrento non c’è un ospedale killer. Gli infermieri? In pronto soccorso numero sufficiente»

Il direttore dell’Asl Costantini: «A Sorrento non c’è un ospedale killer. Gli infermieri? In pronto soccorso numero sufficiente»

Il direttore dell'Asl Costantini: «A Sorrento non c'è un ospedale killer. Gli infermieri? In pronto soccorso numero sufficiente»

«E’ stato commesso un errore scellerato. Useremo il pugno duro perché tragedie del genere rischiano di vanificare gli sforzi profusi per migliorare l’assistenza. Ma sia chiaro a tutti, a Sorrento non c’è l’ospedale della morte».
Il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud Antonietta Costantini è imbufalita per la morte di Immacolata Spano, l’ottantottenne deceduta dopo essere caduta da una barella poco prima di una radiografia. Oltre all’inchiesta della Procura della Torre Annunziata, che ha iscritto nel registro degli indagati il tecnico radiologo che stava per eseguire l’esame, avanza a tambur battente anche l’indagine interna disposta dall’azienda sanitaria. Il quadro, a detta di Costantini, è già chiaro: «E’ successa una cosa allucinante – dichiara il dg dell’Asl -, siamo addolorati per la scomparsa della paziente e abbiamo espresso il nostro cordoglio alla famiglia. Ma siamo altrettanto sconcertanti per la gravità della vicenda. Sicuramente c’è stato un incidente evitabile e al più presto, collaborando fattivamente con la magistratura, faremo luce su ogni dettaglio. Assumeremo i provvedimenti previsti dalla legge, anche quelli estremi». Il riferimento è all’ipotetico licenziamento dei colpevoli.
La morte di Immacolata Spano, di rimbalzo, riaccende i riflettori anche sulle condizioni in cui versa l’ospedale di Sorrento. La sezione locale del Tribunale del Malato, attraverso il rappresentante Giuseppe Staiano, ha rilanciato l’allarme per la carenza di personale infermieristico: «Ci saranno altre vittime, a Sorrento un malato soffre il doppio perché l’assistenza è carente. Servono rinforzi». Parole che Costantini non gradisce affatto rimarcando gli sforzi che, a detta dell’Asl, vengono preventivati per la struttura di corso Italia per migliorare i servizi. «Al pronto soccorso ci sono in tutto 18 infermieri, un numero più che sufficiente per un presidio che conta 20 mila accessi all’anno – dichiara il direttore generale -. In media, per ogni turno, ci sono quattro persone. Non mi pare poco. Anzi». Si farà di più per rinforzare gli operatori socio sanitari, rimasti, anche a detta del sindacato Nursing Up, appena in tre? «Sia chiaro che sappiamo bene che ci sono tanti aspetti da approfondire e settori da migliorare e stiamo fattivamente lavorando – rimarca Costantini -. Per gli oss c’è una procedura di mobilità in corso da cui sicuramente si potrà individuare altra forza per i presidi. In caso contrario ci sarà un avviso pubblico». Ma rimane il giallo dei medici che rifiutano il trasferimento presso gli ospedali di Sorrento e Vico Equense: «Purtroppo – dice Costantini – capita spesso che quando vengono reclutati rinunciano a prendere servizio in penisola sorrentina. Credo si tratti di perplessità dettate esclusivamente da questioni di carattere logistico. Ultimamente 13 medici sono stati proiettati verso Sorrento e la tendenza di non aderire a questi provvedimenti resta attuale». Dietro l’angolo ci sono comunque interventi strutturali di miglioramento dei presidi della penisola sorrentina, già annunciati dal governatore Vincenzo De Luca: «Abbiamo predisposto i progetti per la manutenzione ordinaria e straordinaria di pronto soccorso e Rianimazione a Sorrento oltre all’adeguamento sismico. Non mi pare dunque che l’Asl dimentichi la penisola».


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