Gli “angeli” di Caritas e Comunità di Sant’Egidio per il popolo degli homeless

Gli “angeli” di Caritas e Comunità di Sant’Egidio per il popolo degli homeless

Gli "angeli" di Caritas e Comunità di Sant'Egidio per il popolo degli homeless

C’è Giuseppe, cinquantenne che fino a pochi anni fa aveva una moglie e due figli, che ha perso da quando è stato licenziato. C’è Chiara, una ragazza madre che si è vista costretta ad abbondare il proprio bambino ancora in fasce, perché cacciata di casa dai familiari. E c’è Moustafà, vent’anni appena, che parla a stento in italiano e ricorda nostalgico i suoi affetti nel lontano Senegal. Sono loro l’esercito degli homeless che a Natale e – tra pochi giorni – a Capodanno hanno potuto sedersi a tavola con una famiglia allargata come quella dell’esercito dei volontari e degli operatori sociali che hanno garantito (e garantiranno) loro un pasto caldo nei giorni in cui tanti napoletani si godono il Natale nel calore delle mura domestiche. Si è partiti col pranzo della vigilia, il 24 dicembre, nei locali della Galleria Principe al Museo, dove sono state saranno servite almeno un migliaio di persone. L’evento più grande di solidarietà in città, organizzato dalla Caritas e sostenuto da alcune delle più famose aziende locali, da Sorbillo al Gambrinus, che ha visto non solo cibo, ma anche musica grazie al coro Arabbas e all’associazione Social music & fun; e che al termine ha visto la distribuzione di cesti e piccoli doni agli ospiti. Ma a scendere in campo, nei giorni delle festività natalizie, sono come sempre gli “angeli” della Comunità di Sant’Egidio. «Lo spirito è sempre quello – spiega il presidente Antonio Mattone – cioè essere vicini ai poveri in questo periodo particolare di crisi. Noi non offriamo il pranzo ai poveri, ma siamo insieme a loro una famiglia allargata. Intorno alle nostre iniziative c’è una grande mobilitazione che vede uniti oltre ai volontari e agli operatori, ristoratori e fornitori». Ma quali sono i numeri di questa  rete di solidarietà? In attesa dell’appuntamento di oggi al carcere di Secondigliano, dove alle 12, alla presenza del cardinale Crescenzio Sepe, sarà offerto il pranzo a 100 detenuti; e del 31 dicembre, quando Sant’Egidio sarà presente con una cena itinerante nei vari luoghi “caldi” della città (Stazione centrale, Plebiscito, via Marina, Molosoglio e piazza Cavour), sono stati tanti gli interventi di oltre 1.500 persone tra volontari e operatori in diverse strutture. Il 25 dicembre nella chiesa dei Santi Severino e Sossio sono stati serviti 400 pasti a senza fissa dimora, rom, anziani e disabili; nella chiesa di San Nicola a Nilo a 60 anziani del dormitorio di via De Blasiis; 300 pasti agli stranieri del Ritiro di San Nicola a Nilo; nella sede di Sant’Egidio a San Giovanni a Teduccio pranzo per 60 poveri; nella chiesa di Sant’Antonio Ardia a Fuorigrotta pasti per 120 poveri; all’Istituto Cristo Re al Museo, pranzo per 80 anziani; a Scampia nella chiesa dei Padri Missionari della Redenzione, 100 pasti per famiglie povere, anziani e disabili.  


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