Campania: via libera a coltivazione canapa per uso industriale

Campania: via libera a coltivazione canapa per uso industriale


Sarà possibile, in Campania, coltivare canapa industriale. Il Consiglio regionale della Campania ha approvato all’unanimità la proposta di legge relativa a “Interventi per favorire la coltura della canapa (cannabis sativa) e le relative filiere produttive. La legge, presentata da Gennaro Oliviero del Pd e Maurizio Petracca dell’Udc, prevede lo sviluppo di filiere integrate riguardanti i prodotti realizzabili attraverso la coltivazione di canapa per uso alimentare, industriale, ambientale ed energetico, istituendo anche un marchio di qualità per promuovere, sensibilizzare e incentivare azioni dirette alla coltivazione della cannabis sativa nei terreni inquinati. Sono previste azioni a sostegno della coltivazione della canapa sativa e delle filiere produttive attraverso progetti pilota (tra cui prove di collaudo dell’innovazione varietale, reperimento di materiale di propagazione, sperimentazione applicata di nuove agrotecniche, studi e ricerche su utilizzi industriali, ambientali ed aziendali innovativi e alternativi della canapa, progetti di formazione di operatori specializzati, realizzazione di centri di stoccaggio) e a beneficio di imprese agricole e associate, associazioni di produttori agricoli, reti di impresa, partenariati costituiti da norme imprese agricole, enti di ricerca, aziende sementiere, imprese di trasformazione ed altri soggetti che hanno tra i propri scopi la lavorazione, la commercializzazione e la promozione della canapa e dei prodotti derivati. Entro 90 giorni dall’approvazione della legge, la Giunta regionale dovrà fissare i termini e le condizioni per la presentazione dei progetti pilota. La legge prevede uno stanziamento economico di 30mila euro. Per Gennaro Oliviero, presidente della Commissione consiliare Agricoltura, “la canapa sarà sicuramente una risorsa preziosa per favorire un modello di sviluppo economico eco-sostenibile in Campania”. “I suoi impieghi sono molteplici: alimentari, grazie ad un impareggiabile apporto nutritivo, cosmetici, lubrificanti industriali, vernici non inquinanti, componentistica per autovetture, bioedilizia, tessuti di pregio per abbigliamento e, soprattutto, depurazione di siti inquinati finanche da materiale radioattivo – ha sottolineato – Dunque, una risorsa preziosa per svincolare il sistema industriale dalle materie prime di origine fossile, fino a rappresentare una delle possibili soluzioni all’annoso problema del depauperamento delle risorse naturali”. “Lo spirito della legge è finalizzato a riconoscere l’importanza strategica di questa coltura, tanto da sancire l’istituzione di un apposito marchio di qualità – ha aggiunto – Oltre a questo, la Regione Campania favorirà le buone prassi relative all’innovazione varietale, la ricerca per l’individuazione di ulteriori impieghi eco-compatibili, seguendo la formazione per gli specialisti del settore, fino al miglioramento delle dinamiche produttive”. “Ovviamente come beneficiari vengono identificati, sia le imprese sia le associazioni di categoria – ha concluso – In tale ottica, saranno possibili controlli da parte degli organi di polizia per evitare che si faccia un uso distorto di questa pianta. Con questa legge, coltiviamo ambiente, lavoro e tradizione”


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