Pompei, troppi giovani al lounge bar Sofì: intervengono polizia e carabinieri

Pompei, troppi giovani al lounge bar Sofì: intervengono polizia e carabinieri

Pompei, troppi giovani al lounge bar Sofì: intervengono polizia e carabinieri

Un fiume di persone al Lounge Bar Sofì: intervengono polizia e carabinieri. Alla faccia della crisi. C’è chi da mesi si lamenta per la mancanza di clienti e per un incasso pari quasi a zero. Un discorso che sembra non riguardare affatto il notissimo locale di via Sacra, a pochi passi dal centro di Pompei. Tuttavia, non sono mancati i problemi. Nel giorno della vigilia di Natale, infatti, c’è stato un vero e proprio caos di persone. In centinaia hanno preso parte al classico aperitivo musicale che ha raggiunto il clou tra le 17 e le 18. Centinaia di giovani che hanno popolato via Sacra fino ad occupare addirittura la carreggiata. Tanto che è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Polizia e carabinieri sono intervenuti più volte per tenere la situazione sotto controllo ed evitare che la situazione degenerasse.

«In realtà – ha sottolineato lo stesso titolare del Sofì, Giuseppe Apuzzo, conosciuto in zona come “Pippo Discofashion” – la situazione è stata sempre sotto controllo. La nostra, è una clientela tranquilla e selezionata. E’ chiaro che nel giorno della vigilia c’è stata un’affluenza maggiore di giovani. Grazie anche alla splendida giornata di sole che ci ha accompagnato nell’attesa del Natale».

Non è mancata però la polemica: «Ci si lamenta da mesi per gli scarsi incassi delle attività commerciali. Il settore è in crisi, lo sappiamo bene. E noi facciamo di tutto per inventarci iniziative e quant’altro per cercare di sopravvivere. E poi, quando ci riusciamo, ci mandano polizia e carabinieri. Assurdo tutto ciò. Poi si sa, nel giorno della vigilia anche i cittadini dovrebbero essere più accondiscendenti e chiudere un occhio. Penso che sia meglio vedere una Pompei superaffollata anziché una città vuota».

Gli fa eco Paola Di Bello, che lo affianca nella gestione del locale: «Grazie a questi eventi, noi riusciamo a sopravvivere e a garantire il lavoro a camerieri, barman e chef, altrimenti dovremmo addirittura licenziare».

Per Francesco Scarico, uno dei collaboratori, «in questi giorni di festa soprattutto, la gente dovrebbe ‘chiudere un occhio’».

Sulla questione interviene anche Gianluca Machetti, presidente di Confesercenti: «Nel recente passato, ci sono stati interventi dalle autorità competenti che hanno chiuse alcune attività, poi riaperte. Il problema è da rivedere nell’inciviltà di alcuni cittadini che parcheggiano in modo selvaggio, che non può ricadere sugli esercenti. Nello stesso tempo, credo che c’era bisogno di un piano traffico ad hoc per questi giorni di festa con zone chiuse, così come è accaduto in tutti i comuni limitrofi». 

A detta di Machetti, «si tratta di giorni particolari, unica possibilità per le attività commerciali di contrastare la crisi. Pompei ha una vocazione turistica, motivo per cui bisogna aprire i locali e non chiuderli. Dopo il provvedimento di rimozione dei tavolini da piazza Bartolo Longo, questo è l’ennesimo atto da parte delle autorità al fine di disincentivare gli imprenditori ad investire su Pompei».

 


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