Pompei, il Comune non va in giudizio: attività abusive “riabilitate”

Pompei, il Comune non va in giudizio: attività abusive “riabilitate”

Pompei, il Comune non va in giudizio: attività abusive "riabilitate"

Il Comune “dimentica” di costituirsi in giudizio contro alcune attività commerciali abusive. Il ricorso presentato dalle aziende innanzi al Tar è stato accolto in quanto l’ente non si è costituito in giudizio. Un malcostume che ha condizionato l’amministrazione guidata dal sindaco Ferdinando Uliano che, in più occasioni, non si è costituita in giudizio. Soltanto ora l’amministrazione guidata dal Commissario prefettizio Donato Cafagna sta correndo ai ripari e ha presentato ricorso nei vari appelli. Il caso più eclatante è quello rappresentato dal provvedimento contro Antonio Bifulco, più volte finito sotto accusa per una serie di azioni commerciali «sleali». A suo carico una serie di denunce che sono state poi dimenticate dal Comune. 

«Il ricorso introduttivo del giudizio – si legge nella relazione istruttoria del dirigente del IV Settore Eugenio Piscino – non era mai stato notificato al Comune di Pompei, né era stato notificato il decreto di fissazione di udienza, motivo per cui era stato impossibile costituirsi in giudizio».

Nei giorni scorsi, invece, il Commissario prefettizio ha dato mandato ai dirigente di procedere con la costituzione in giudizio in appello. 

Stesso discorso anche per il procedimento in corso con la società Donadio Store srl, che gestisce un’attività commerciale di vendita di coralli e preziosi nei pressi di Villa de Misteri. In seguito a un sopralluogo della polizia municipale, il Suap aveva disposto la cessazione dell’attività di piazza Porta Marina Inferiore. Il 9 giugno del 2016 erano state avviate le procedure per la costituzione in giudizio dell’ente e il relativo affidamento dell’incarico a un legale. Poi la rinuncia dell’avvocato e un nuovo affidamento. Ancora una rinuncia e un terzo incarico ma nel frattempo c’era stata già udienza e l’impossibilità per l’ente di costituirsi in giudizio. 

Una cosa simile era accaduto anche per il processo “Terrasanta”, che vede coinvolto l’ex consigliere Attilio Malafronte. Anche in questo caso il Comune si è costituito parte civile nel procedimento soltanto con l’arrivo del Commissario prefettizio.


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