Il narcos scrittore cerca produttori per un film tra Castellammare, Gragnano, Amsterdam e Usa

Il narcos scrittore cerca produttori per un film tra Castellammare, Gragnano, Amsterdam e Usa

Il narcos scrittore

Difficile ripulire l’immagine o meglio la coscienza per chi del narcotraffico ne ha fatto un modello di vita. Rino Bonifacio, originario di Gragnano, è un uomo libero dalle catene da un anno ma non dai pregiudizi. Un narcos che è diventato venditore di auto. Il primo importatore di ecstasy in Italia. Ma del suo passato non rinnega niente, eviterebbe soltanto «qualche cavolata». Poi Rino Bonifacio decide di mettere parte della sua vita in un libro che scrive e “ovatta” i crimini commessi con una cornice colorata da “Malabellavita”. Incontri con personaggi famosi e discutibili, carichi di cocaina giunti dalla Colombia, moda e lusso raggiunti con espedienti tra Milano, Ibiza e Miami. «Non mi aspetto che la gente mi dica bravo e mi stringa la mano, perché ho fatto del male, ma vorrei realizzare i miei sogni ora che sono uscito dal carcere e sono libero – dice Rino Bonifacio, che ha scontato parte della sua vita dietro le sbarre perché considerato un narcos – Sto cercando di reinserirmi in questa dura e cruda società nella quale trovano difficoltà anche i bravi cittadini onesti lavoratori, ho scritto e pubblicato un libro che ha dato fastidio a chi è contrario ad ogni tipo di reinserimento sociale. Per molti resti sempre un camorrista o narcotrafficante senza futuro e tentano di affossarti in un clima di ostilità. Ho scritto un libro, da mesi cerco una produzione cinematografica che prenda sul serio una trasposizione cinematografica della mia storia tra Napoli, Gragnano, Castellammare di Stabia, Amsterdam e Miami – continua Rino Bonifacio, il narcos-scrittore – Non mi sono mai nascosto dietro un dito, ho accettato tutte le mie responsabilità. Ma se non posso reinserirmi allora sarebbe stato meglio che mi avessero messo al muro. Sarebbe stato meglio morire. Meglio non esserci su questa terra piuttosto che essere fantasma. Una volta volevo donare il midollo ad un ragazzo malato di leucemia, chiesi al Ministero di sottopormi agli esami per la compatibilità per la donazione, il Ministero non accolse la richiesta e il bambino è deceduto poco dopo».


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