Il “gennaio maledetto” della Cavese

Il “gennaio maledetto” della Cavese

Il "gennaio maledetto" della Cavese

Un mese maledetto. In cui i tifosi della Cavese sono costretti a dover versare ancora una volta lacrime per piangere chi, proprio come loro, ha condiviso quella folle, maledetta e bellissima passione per la maglia blu foncè. Nei primi giorni del 2013 fu Salvatore Chequevone, storico capoultrà della Sud, a raggiungere la Curva del Cielo. Lo scorso anno, il 2 gennaio, si spense il mitico Eduardo Purgante, simbolo dei supporters dei distinti negli anni d’oro della serie B e del suo inimitabile «un solo grido». Nello stesso giorno, in questo 2017 che è iniziato con il magone per chi ama il calcio nella città dei portici, gli aficionados degli aquilotti hanno dovuto dire addio a Michele Sica. Non un semplice fotografo: il 58enne spirato nelle scorse ore all’ospedale Santa Maria dell’Olmo, che per la Cavese aveva addirittura lasciato il suo lavoro alla polizia, fu anche amministratore del club nella travagliata stagione che portò al fallimento della società. Una morte che ha sorpreso un’intera città che, questa mattina alle 10, si ritroverà alla chiesa di San Francesco per tributargli l’ultimo saluto.


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