Migranti, il sindaco Pannullo: «Basta ipocrisie social. Castellammare felice di accoglierli»

Migranti, il sindaco Pannullo: «Basta ipocrisie social. Castellammare felice di accoglierli»

Pannullo: «Castellammare felice di accogliere i migranti»

«Detesto l’ipocrisia. Non si può condividere sui social network la foto del piccolo Aylan morto sulla spiaggia gridando allo scandalo e poi nascondersi quando si è chiamati a dare la propria solidarietà. Castellammare è pronta ad accogliere i migranti che arriveranno in città, sarà un orgoglio dare la nostra ospitalità a persone che scappano dalla guerra e dal terrore». Antonio Pannullo, sindaco della città stabiese, si schiera apertamente a favore dell’accoglienza, dopo l’incontro con il Prefetto di Napoli Maria Gerarda Pantalone. Il piano prevede l’arrivo a Castellammare di 180 migranti: «Se una città, e parlo in generale, non ha la capacità di accogliere nemmeno 3 rifugiati per ogni mille abitanti, vuol dire che ha una popolazione senza valori – dice Pannullo – Il nostro Comune è stato tra i primi a partecipare al programma Sprar, a Castellammare accoglieremo tante famiglie. Lavoreremo per favorire l’integrazione». Il primo cittadino stabiese rivela anche un aneddoto: «Questa mattina (ieri) durante l’incontro in una scuola elementare ho detto ai nostri bambini che presto avranno nuovi amici con i quali studiare e giocare, e che devono essere felici» – dice il sindaco Pannullo. 

Eppure nei mesi scorsi, quando già era stata paventata l’ipotesi di accogliere migranti a Castellammare, c’erano state polemiche bipartisan: «La nostra città è sempre stata ospitale e non tollero posizioni che vadano contro la solidarietà – spiega il sindaco – L’unica cosa sulla quale ci confronteremo è sulla necessità di estendere l’accoglienza su tutto il territorio della nostra città, senza creare ghetti. Sarebbe un errore accogliere queste persone in una sola area, in periferia, e abbandonarli al loro destino. Noi vogliamo coinvolgere tutti i rioni di Castellammare in modo da avere una distribuzione omogenea sul territorio di queste famiglie, che possa favorire l’integrazione con i nostri cittadini». 


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