Castellammare, il sindaco sfida i clan: «Denunciamo il racket»

Castellammare, il sindaco sfida i clan: «Denunciamo il racket»

Castellammare, il sindaco sfida i clan: «Denunciamo il racket»

Castellammare –  «Programmazione e coraggio», sono questi gli ingredienti indispensabili – secondo il sindaco Antonio Pannullo – per risollevare una Castellammare in ginocchio.  A ostacolare lo sviluppo, la crisi occupazionale e il racket imposto dalla criminalità organizzata a imprenditori e commercianti. «Ma è inutile nascondere la polvere sotto il tappeto. L’unico modo per debellare il fenomeno del pizzo è rivolgersi alle forze dell’ordine, denunciare – sbatte i pugni sul tavolo il primo cittadino – Invito chiunque dovesse essere vittima di richieste estorsive a utilizzare anche me. Sono a loro disposizione e pronto ad affiancarli. Vengano qui e andremo insieme a denunciare questi criminali». A far sentire nuovamente forte la presenza della camorra, è stata la bomba carta fatta esplodere davanti alla pescheria di piazza Matteotti. «Un fulmine a ciel sereno. Non abbiamo mai abbassato la guardia e nessuno ha pensato di aver sconfitto il malaffare, ma questo episodio ci fa capire che dobbiamo alzare ancora di più l’asticella sul fenomeno – dice il sindaco Pannullo – Con i commercianti, fin dall’inizio della mia amministrazione, ho instaurato un rapporto privilegiato ed è per questo che li invito, in ogni forma, a denunciare il racket». Una sfida, quella contro la criminalità organizzata, che viaggia di pari passo con la possibilità di rilanciare la città. Nei giorni scorsi, le parole del Governatore De Luca sulla possibilità di aprire una riflessione sull’area Fincantieri hanno alzato un polverone, sia nel mondo sindacale che politico. «Io colgo positivamente, invece, le sue parole – dice il sindaco – Davanti a noi c’è una continuità politica, sia a Castellammare quanto a livello regionale, oltre a carichi di lavoro per i prossimi quattro anni che ci lasciano pensare che questo è il momento giusto per programmare il futuro». E nel futuro lui vede ancora un cantiere pronto a costruire navi: «Dobbiamo riaprire al più presto un tavolo di confronto su Fincantieri – dice – L’azienda deve farci capire qual è la mission produttiva prevista per Castellammare. Non ci accontentiamo di quattro anni di lavoro, dobbiamo già guardare oltre, a opportunità di avere commesse che possano dare occupazione alle maestranze stabiesi, sia in maniera diretta che attraverso le ditte dell’indotto».  Il caso spinoso di questi giorni riguarda l’Acetosella: «Il fallimento sarebbe una jattura – dice subito il sindaco – In ogni caso, l’input che ho dato alla mia amministrazione è quello di non entrare in vicende private. Parlano di nuovi soci? Non lo so, non li conosco e tantomeno sono intenzionato a parlare con chi non rappresenta la proprietà. Qualora dovessero materializzarsi ufficialmente le mie porte sono aperte, ma chiederemo un piano aziendale serio che faccia uscire quest’azienda dalla precarietà attuale che sta danneggiando i lavoratori». Un appello esteso, in generale, a tutti gli imprenditori. «Devono cominciare a scommettere su questa città e ad assumersi il rischio d’impresa, il tempo di prendere finanziamenti pubblici senza dare nulla a Castellammare è finito. La mia amministrazione non sarà oltranzista, anzi farà di tutto per sostenere le iniziative private serie, volte allo sviluppo e alla creazione di posti di lavoro».


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