Shoah, il Museo Madre ricorda l’eccidio ebreo

Shoah, il Museo Madre ricorda l’eccidio ebreo

Shoah, il Museo Madre ricorda l'eccidio ebreo

Venerdì 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, il Museo Madre di Napoli presenta un programma di visite didattiche alla mostra Retrospettiva a luce solida (fino al 6 marzo) dedicata a Fabio Mauri, magistrale esponente delle neo-avanguardie della seconda metà del XX secolo. La pratica artistica di Mauri è incentrata sull’esplorazione dei linguaggi della propaganda e dei meccanismi dell’ideologia, come dell’immaginario collettivo e delle strutture delle narrazioni mediatiche, in particolare cinematografica e televisiva, imponendolo fra i più grandi e seminali artisti contemporanei a livello internazionale. In molte fra le opere presentate a Napoli – nella sala Re_Pubblica Madre (piano terra), mezzanino, Sala delle Colonne (primo piano), terzo piano e tetto-terrazzo – Mauri ha esplorato l’imporsi dei regimi totalitari nazi-fascisti nel XX secolo, il dramma dell’Olocausto e della Shoah, rimettendoli in scena, analizzandoli e proponendo quindi un’arte catalizzatrice di una memoria attiva, responsabile, “in presa diretta” o “dal vivo”.

Dalle 10 alle 13 i Servizi educativi del Madre condurranno cinque diverse visite didattiche, “Oggetti di memoria”, destinate agli studenti degli istituti superiori che sono invitati a partecipare, portando con loro un proprio oggetto della memoria. Alle 18, invece, sarà possibile partecipare a una speciale visita didattica “In memoria” (max 40 persone, prenotazione obbligatoria 081. 19313016). La visita si apre e si chiude con la lettura integrale di due testi di Mauri, a cura della compagnia teatrale Nest con l’attore Andrea Vellotti. In apertura sarà letto un brano del testo scritto dall’artista nel 1971 (Ebrea) per la mostra alla Galleria La Salita di Roma, divenuto poi parte integrante dell’opera “Il Muro Occidentale o del Pianto”, presentato per la prima volta nel 1993 alla XLV Biennale di Vanezia – un muro di 4 metri, fatto da una catasta di valigie di cuoio e legno di varie dimensioni, emblema della divisione del mondo, dell’esilio, della fuga, dell’esodo forzato – e ora in mostra al Museo nella grande sala Re_Pubblica Madre al pianterreno, davanti alla quale si terrà la lettura. A seguito della quale i Servizi educativi della struttura condurranno i visitatori alla scoperta di altre opere di Mauri come “Manipolazione di cultura” (1971-1973, terminata nel 1976), “Gran Consiglio-Oscuramento” (1975), che affrontano il tema della discriminazione razziale e della memoria dei campi di concentramento, “Il buon soldato” (1998), “Questo quadro è ariano” (1993-95), “Questo è un taglio di vetro ariano” (1994) e “Warum ein Gedanke einen Raum verpestet? / Perché un pensiero intossica una stanza” (1972). La visita si concluderà sul tetto-terrazzo del Museo con la lettura integrale, sempre a cura di Vellotti, di un altro testo di Mauri “La Resa”, scritto nel 2002 che sarà recitato davanti all’opera omonima prodotta e presentata nello stesso anno, nell’ambito del progetto Arte In Memoria, di Adachiara Zevi presso gli scavi di Ostia Antica. L’opera è una bandiera bianca issata su un alto palo, retto da una doppia struttura in tubi innocenti e, secondo l’autore, è una definizione dello stato d’impotenza del giudizio di fronte alla complessità del mondo e della storia, ma anche una dichiarazione di speranza, come scrive Mauri: «L’opera che ho messo in piedi è la resa del giudizio. Del mio almeno. E la Storia, cui ho sempre dedicato attenzione stritola la coscienza in un cappio di stupore e ribrezzo. E’ stupida. E’ stata stupida. Forse non ha motivo di essere. Questa mia è una resa formale. Una bandiera bianca. Una certa misura di resa può scoprire forse alternative inedite di pace».


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