«Basta presunzione». Il consigliere regionale Marciano demolisce il Pd oplontino

«Basta presunzione». Il consigliere regionale Marciano demolisce il Pd oplontino

Marciano demolisce il Pd

«La situazione politica a Torre Annunziata? Mi auguro che il Pd locale la smetta di essere arrogante e di avere un atteggiamento di presunzione e autosufficienza, la città non lo merita». Ci va giù pesante il consigliere regionale del Partito Democratico Antonio Marciano che, stanco di assistere ai disastri che i Democrat torresi stanno mettendo in campo in queste ore, interviene battendo i pugni sulla scrivania. Il primo colpo lo sferra contro i suoi colleghi di casacca, Mario Casillo e Raffaele Topo, che nella giornata di ieri avrebbero incontrato i vertici del Pd di Torre per sciogliere il nodo sulla scelta del candidato alle primarie di coalizione fissate per il 19 febbraio. «Non sono a conoscenza di nessun tavolo – spiega Marciano – e mi auguro che nessuno si arroghi il diritto di poter rappresentare il centrosinistra o il Pd senza coinvolgere tutti i rappresentanti politici». Sottolinea che il Pd a Torre Annunziata come in quasi tutta la realtà italiana è uno dei pochi partiti strutturati ma non si sottrae con oggettività alla critica «nonostante i continui strappi il Pd è l’unico partito che però deve iniziare a riflettere: non si può pensare solo a vincere numericamente ma anche, e soprattutto a saper governare. A Torre c’è una sfiducia nelle istituzioni e non possiamo permetterci di perdere, l’esercito di civismo dimostra il fallimento dei partiti e noi dobbiamo vincere partendo da due elementi: continuità e novità, non dobbiamo perdere di vista che le ultime elezioni hanno visto gli italiani esprimersi con un voto di pancia e questo non va bene in prospettiva futura, di creazione di un governo». Insomma smentisce che ci sia stato un tavolo in Regione per sciogliere il nodo sulla scelta tra Raffaele Ricciardi e Vincenzo Ascione come unico candidato alle primarie ma aggiunge: «Interverrò nei luoghi e nelle sedi opportune ma non accetterò che la sintesi arrivi tra un baratto individualistico: tu dai una cosa a me ed io una cosa a te. Una cosa del genere sarebbe solo l’ennesima conferma di un fallimento». Non si esprime sulla scelta del Pd su puntare sui due papabili ma non risparmia l’ultima stoccata ai vertici locali: «Sono un uomo di partito e se quelle sono le sintesi scelte le rispetto ma ricordiamoci che con l’arroganza e la presunzione non si governa, peraltro a Torre bisognerebbe riflettere anche su un dato che sta sfuggendo a tanti, la scesa in campo di Dema. Sui rumors che invece raccolgo su uno slittamento delle primarie del 19 febbraio sarò poi curioso di ascoltare con molta attenzione quale saranno le spiegazioni che questi signori daranno alla città: a loro l’onore e gli oneri di spiegarci quello che stanno mettendo in campo».


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