Boscoreale. Bimbi usati per l’elemosina: la vergogna al Piano Napoli

Boscoreale. Bimbi usati per l’elemosina: la vergogna al Piano Napoli

Boscoreale. Bimbi usati per l’elemosina: la vergogna al Piano Napoli

Stendono la mano davanti ai supermarket. Saltellano tra le auto in coda nel traffico chiedendo qualche centesimo. Rincorrono i clienti all’uscita della posta ma quando poi vedono la divisa scappano via. Hanno dai nove agli undici anni e i loro nomi sono finiti nel dossier-report dei carabinieri della stazione di Boscoreale. Sono i bimbi a cui viene negata l’infanzia, finiti sotto i riflettori degli uomini del maresciallo Massimo Serra. I carabinieri conoscono ogni segreto della loro vita,   ne hanno individuati otto, in pochi mesi, e hanno denunciato i loro genitori per accattonaggio. E’ la copertina triste di  una città che tampona la crisi scaraventano per strada bambini che hanno un solo obbligo: elemosinare, portare a casa i soldi. Una lista di nomi ora nelle mani degli assistenti sociali mentre le dichiarazioni dei bambini fanno a pugni con chi è costretto ad ascoltare parole che rimbombano nella sala di attesa della caserma di via Vittorio Emanuele dove i piccoli sono rimasti in attesa che i loro genitori fornissero una spiegazione. «Io non posso andare a scuola – racconta Miriam (nome di fantasia) al militare che nel frattempo cerca di conquistarsi la sua fiducia – perchè devo guadagnare sennò non posso mangiare». Storie di degrado che si consumano in famiglie di nazionalità romena ma anche in quelle boschesi. Tra gli otto minori “salvati” dai carabinieri c’è anche la piccola Serena del Piano Napoli (nome di fantasia). Ha sei anni e indossa una maglietta colorata ma il suo volto è triste. Ha le mani sporche, capelli legati e negli occhi la tristezza che mai una bimba così piccola dovrebbe vivere. Era davanti al supermarket di  via Della Rocca. Stendeva la mano ad ogni cliente che usciva «Mi dai un euro per piacere» l’unica frase che ripeteva a cantilena. Poi fissava i sacchi della spesa e qualcuno invece che i soldi le ha regalato merendine. Il viso di Serena diventava più luminoso.  Poi le sirene, gli assistenti sociali e infine il rischio che ora quei genitori potrebbero perdere definitivamente la patria podestà sui piccoli che strappati alla loro infanzia e violentati nella loro innocenza erano costretti a scendere per strada invece che giocare a pallone, con le Barbie e passare le loro giornate tra i banchi di scuola. 


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