Ercolano, Fabio malato di sclerosi multipla: «Io in piedi grazie alla marijuana»

Ercolano, Fabio malato di sclerosi multipla: «Io in piedi grazie alla marijuana»

Ercolano, Fabio malato di sclerosi multipla: «Io in piedi grazie alla marijuana»

Fabio Noviello è un ragazzo di Ercolano. Lavora a Radio Siani, la web emittente anti-camorra di corso Resina e nel tempo libero fa l’allenatore di pallavolo. Ha 26 anni e dal 2012 è costretto a combattere contro la sclerosi multipla. Fabio è una delle migliaia di persone in Italia che hanno deciso di affiancare, alle terapie sperimentali per bloccare il processo degenerativo della malattia, una cura a base di cannabinoidi. Cioè la marijuana. Una terapia in grado di «alleviare i sintomi della sclerosi multipla», come recentemente ribadito da uno studio dell’ospedale San Raffaele di Milano. 

Quando hai scoperto di essere affetto dalla sclerosi?

Era il gennaio 2012. Ero in palestra. L’allenatore della mia squadra di pallavolo ha notato qualcosa di strano nel mio modo di muovermi. Mi ha portato in clinica e dalla risonanza magnetica è venuto fuori che avevo la sclerosi multipla. 

Cosa vuol dire essere affetto da questa malattia?

Vuol dire convivere con la paura di finire su una sedia a rotelle. Senti delle scosse lungo il corpo e degli spasmi muscolari. Hai difficoltà anche nei movimenti più semplici. 

Come ti curi?

Sono in cura al Policlinico di Napoli. Mi sto sottoponendo ad una cura innovativa che consiste nell’utilizzo di un anticorpo monoclonale. Quello che uccide le cellule malate. 

Come ti ha aiutato l’uso di marijuana in questi anni? 

Io uso un prodotto che si chiama Bedrocan, il cui valore medico è universalmente riconosciuto. L’uso di questo medicinale mi ha aiutato a sopportare il dolore e ad alleviare gli effetti di una terapia molto forte. Sono più sereno, riesco a muovermi con maggiore disinvoltura e riesco a vivere con meno disagio questa situazione. 

Quanto costa curarsi con la marijuana?

Cinque grammi di marijuana per uso medico costano 150 euro. 

Circa il triplo rispetto ai mercati illegali

Si è vero. Ci sono tante persone che non possono permettersi questo genere di cura nonostante gli effetti benefici clinicamente dimostrati. E molti finiscono in mano agli spacciatori della camorra. 

Cosa vorrebbe dire legalizzare la marijuana?

Vorrebbe dire strappare dalle mani delle mafie un business milionario e aiutare anche le persone che non hanno la possibilità di curarsi. E’ un tabù che va sfatato. E anche una priorità alla luce dei recenti episodi di cronaca. 

Ti riferisci all’episodio avvenuto a Lavagna, dove un ragazzo di 16 anni si è suicidato per 10 grammi di hashish?

Si, è una tragedia che, al di là di tutte le considerazioni personali sul tema, poteva essere evitata. 

Che sogni hai per il tuo futuro?

Il mio sogno è essere indipendente. Affrontare la vita a testa alta, sempre. 

Eppure, qualche desiderio lo hai realizzato in questi anni 

Si, con la Radio sono riuscito a intervistare Antonella Del Core, capitano della nazionale femminile di pallavolo. Un mito per me. Poi abbiamo realizzato una rubrica con gli atleti olimpici e paraolimpici. 

E la tua squadra di pallavolo? 

La Uisp volley di Ercolano è una grande famiglia. Aiutiamo i ragazzi a non finire in strada o davanti a un pc. Vincere non è importante. L’unica cosa che conta è combattere, nello sport come nella vita. 

 


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