Piscine di Varano, il giallo del condono. Chiesto il dissequestro della struttura

Piscine di Varano, il giallo del condono. Chiesto il dissequestro della struttura

Piscine di Varano, il giallo del condono. Chiesto il dissequestro della struttura

La guerra tra i proprietari dietro il sequestro delle Piscine di Varano. Assume sempre più i contorni di un giallo la vicenda dell’inchiesta sulla struttura sportiva, costato il divieto di dimora in provincia di Napoli ai gestori Angelo Giordano ed Elia Spinelli per violazione dei sigilli. Una struttura mai regolarizzata dal punto di vista delle autorizzazioni urbanistiche per colpa dei ritardi. Dietro questa anomalia ci sarebbe proprio la guerra tra i proprietari del fondo su cui sorgono le Piscine, ora gestite dall’Atlantis Asd. 

Gli avvocati della famiglia Giordano-Spinelli ora sono al lavoro per sbrogliare la matassa. Ma prima di far ripartire le attività bisognerà mettere mano alla questione amministrativa relativa all’adeguamento della struttura alle norme vigenti. In pratica il complesso sportivo era privo di autorizzazione e la proprietà (con altri due soci oltre ai Giordano-Spinelli) avrebbe dovuto depositare un progetto per chiedere una sorta di condono, con l’obiettivo di eliminare e sanare gli abusi. Qualcosa che in parte era già stato fatto materialmente dall’Atlantis Asd. 

La pratica in questione, però, è bloccata da oltre un anno. Non per colpa del Comune ma a causa dei ritardi accumulati dalla mancata presentazione di alcune prescrizioni richieste dalla Soprintendenza. Per tale progetto di condono era stato incaricato un professionista, nominato però dalla maggioranza dei proprietari della struttura, mentre i Giordano-Spinelli si sono dovuti adeguare essendo in minoranza. Il giallo sta proprio in questo: il tecnico nominato dai proprietari prima avrebbe presentato gli elaborati richiesti dal Comune, poi li avrebbe disconosciuti e quindi ritirati. Il risultato è che le prescrizioni richieste al fine di rilasciare l’autorizzazione non sono mai arrivate agli uffici comunali. 

Nel frattempo la struttura risultava abusiva e i continui controlli dei vigili urbani costringevano a sequestrare il complesso sportivo frequentato da centinaia di iscritti. Fino all’ultimo provvedimento che ha spinto la Procura di Torre Annunziata a chiedere e ottenere la misura cautelare per i gestori Angelo Giordano ed Elia Spinelli, destinatari di un divieto di dimora a Napoli e provincia, indagati per violazione dei sigilli. 

Ieri gli avvocati dei Giordano-Spinelli, tra cui il penalista gragnanese Patrizio Mascolo, hanno presentato un’istanza di sollecito al professionista incaricato dai proprietari al fine di produrre gli ultimi due elaborati da allegare alla pratica di condono. Una storia che va avanti da oltre un anno, nel quale i gestori non hanno interrotto le attività sportive. Anzi, nonostante i ripetuti sequestri e sigilli, hanno proseguito con le iscrizioni per i corsi di nuoto, fino a quando il Tribunale non ha emesso un provvedimento restrittivo. 

Adesso le mosse della difesa sono due: la prima di chiedere il dissequestro momentaneo della struttura, così da svuotare le piscine. Poi la richiesta di revoca della misura cautelare a ormai oltre 20 giorni dal provvedimento del gip del Tribunale oplontino. Mentre per la vicenda della violazione dei sigilli si va verso la richiesta di patteggiamento, un reato evidente in questo caso e ripetuto più volte. Ma per riprendere le attività sportive tutto passa per il progetto in cui si chiede la sanatoria e le conseguenti autorizzazioni per riaprire al pubblico il complesso sportivo.


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