Inchiesta Aversa, fine d’un incubo per 45 tifosi della Cavese

Inchiesta Aversa, fine d’un incubo per 45 tifosi della Cavese

Inchiesta Aversa, fine d’un incubo per 45 tifosi della Cavese

Fine d’un incubo per 45 dei 68 tifosi della Cavese messi sotto inchiesta dopo i fatti del derby d’un anno fa ad Aversa. Il gip del Tribunale di Napoli Nord, accogliendo la richiesta d’archiviazione del pm Fabio Sozio, ha prosciolto da ogni ipotesi d’accusa i supporters che stanno tuttora scontando provvedimenti Daspo (il Divieto ad assistere a manifestazioni sportive) da 3 e 5 anni emessi dal Questore di Caserta. Il prossimo passo degli avvocati Emilio Coppola e Giovanni Adami, cui i sostenitori metelliani hanno affidato la loro difesa, sarà proprio chiedere la revoca delle “diffide”.

Domenica bestiale

Le indagini della Procura hanno dunque scagionato più della metà dei tifosi cavesi che al termine della partita, valevole per lo scorso campionato di serie D, vennero fermati e identificati dalle forze dell’ordine perché ritenuti responsabili dei disordini esplosi all’ingresso del settore ospiti. Ma cosa accadde allo stadio Bisceglia? Secondo la ricostruzione degli inquirenti gli ultras blufoncé “forzarono” i cancelli e nel caos un tifoso portò via anche un manganello a un agente della celere. Disordini rispetto ai quali la torcida metelliana diede una propria versione, molto diversa, parlando d’inefficienze nel sistema di pre-filtraggio e giustificando la ressa, che non sarebbe mai diventata rissa, per il ritardo con cui i bus giunsero a destinazione. La Questura casertana, però, usò il pugno duro: ben 68 provvedimenti Daspo e altrettante denunce, dopo aver bloccato, a gara conclusa, diversi pullman che stavano facendo rientro a Cava de’ Tirreni.

Verso il processo

Le 45 archiviazioni del Tribunale di Napoli Nord lasciano di fatto sotto inchiesta altri 23 supporters cavesi, che hanno ricevuto l’avviso di conclusione indagini. Questi ultimi adesso rischiano il processo: lesione e resistenza a pubblico ufficiale sono le accuse formulate dal pm a loro carico. Per i prosciolti, invece, la battaglia legale continuerà al Tar di Napoli. Tra qualche settimana, infatti, la giustizia amministrativa entrerà nel merito del ricorso presentato per la revoca dei Daspo, dopo che nei mesi scorsi il giudice aveva rigettato la richiesta di sospensiva del provvedimento, perché vi era un procedimento penale ancora in corso. 

Ricorso per i Daspo 

Al Tar i legali dei tifosi della Cavese porteranno anche il precedente di Napoli-Legia Varsavia del dicembre 2015, gara segnata da tensioni, inchieste e “diffide”. Due tifosi azzurri finiti sotto inchiesta per quel match della fase a gironi della scorsa Europa League, assistiti proprio dall’avvocato Coppola, dopo il proscioglimento in sede penale hanno di recente ottenuto dal Tribunale Amministrativo Regionale anche l’annullamento del Divieto ad assistere a manifestazioni sportive. I supporters metelliani ancora sottoposti a Daspo sperano nello stesso verdetto. 


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