Allarme pediatri contro l’obesità infantile. A Napoli problemi per 1 bambino su 2

Allarme pediatri contro l’obesità infantile. A Napoli problemi per 1 bambino su 2


“Serve maggior impegno da parte della politica per promuovere attivita’ fisica nelle scuole. Purtroppo siamo molto arretrati da questo punto di vista. Mentre la sedentarieta’ interessa il 16% dei giovanissimi. Sei su dieci passano troppo tempo davanti a TV e videogiochi”. E’ l’appello che arriva da Alberto Villani, presidente della Societa’ Italiana di Pediatria (Sip), a margine della presentazione della campagna educazionale “Dammi il 5”, promossa da pediatri e nutrizionisti col contributo scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesu’. “La sensibilizzazione di famiglie e insegnanti a corretti stili di vita – spiega – e’ importante, serve pero’ anche un’alleanza virtuosa che coinvolga Miur e Ministero della Salute, per far si’ che a scuola sia possibile non solo aver cura dell’alimentazione ma anche promuovere attivita’ fisica. Perche’ i bimbi che fanno sport lo fanno in genere al di fuori della scuola e a spese delal famiglia”. I chili di troppo sono un problema di cui spesso i genitori non sono consapevoli. “Piu’ del 50% delle madri di giovani obesi e’ convinta che la quantita’ di cibo consumata dal figlio sia corretta”, sottolinea Antonio Caretto, presidente Associazione Dietetica e Nutrizione Clinica (Adi). A rimetterci e’ la salute. “Un obeso ha infatti – aggiunge Giampietro Chiamenti, presidente nazionale Fimp – un’aspettativa di vita inferiore di dieci anni rispetto ad un normo-peso. I chili di troppo in eta’ pediatrica favoriscono la probabilita’ di sviluppare una serie di malattie croniche non trasmissibili come disturbi cardiovascolari, tumori, insufficienza respiratoria, ipercolesterolemia, ipertensione e diabete”. Il problema e’ globale ma colpisce in modo diverso le varie regioni. “In Italia quelle del Sud – spiega Giuseppe Morino, Responsabile dell’Unita’ Operativa Educazione Alimentare dell’Ospedale Bambino Gesu’ – sono maggiormente interessate. In Campania, per esempio, il tasso di sovrappeso/obesita’ interessa 1 bambino su 2, mentre in Lombardia solo il 23.6% e’ interessato”.


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