Il «Grande Fratello» dei rifiuti a Torre del Greco. Ma i filmati sono fuorilegge

Il «Grande Fratello» dei rifiuti a Torre del Greco. Ma i filmati sono fuorilegge

Il «Grande Fratello» dei rifiuti a Torre del Greco. Ma i filmati sono fuorilegge

Torre del Greco. Lo scooter dotato di “occhio elettronico” era già finito al centro di polemiche e proteste, al punto da costringere un imbarazzato Salvatore Quirino – l’assessore alla Nu interrogato in commissione trasparenza al Comune – a correre frettolosamente ai ripari, attraverso un apposito regolamento per disciplinare i controlli dei vigili urbani in materia di rispetto delle norme previste dalla raccolta differenziata.

Ma il via libera del consiglio comunale alle nuove “prescrizioni” imposte dalla squadra di governo cittadino guidata dal sindaco Ciro Borriello potrebbe non essere sufficiente a risolvere il giallo delle “telecamere fuorilegge” utilizzate per incastrare i trasgressori della raccolta differenziata: «Possiamo essere d’accordo sulla necessità di perseguire chi non rispetta le regole, ma a sua volta l’amministrazione comunale non può ignorare le leggi in vigore in materia di videosorveglianza», la presa di posizione dei rappresentanti dell’opposizione di palazzo Baronale.

Sì, perché il nuovo regolamento approvato dalla maggioranza non risolve la questione del diritto alla privacy dei cittadini. Attenzione: non solo degli eventuali “sporcaccioni” pronti a depositare sacchetti di immondizia a ogni ora del giorno bensì di chiunque si trovi a essere filmato a propria insaputa. «Le aree in cui vengono utilizzate gli scooter con telecamere nascoste non sono segnalate con gli obbligatori cartelli per le zone sottoposte a videosorveglianza – sottolineano Domenico Maida e Michele Polese, rispettivamente capogruppo di Idv e rappresentante del Pd in consiglio comunale – In pratica, il “grande fratello dei rifiuti” rischia di diventare a propria volta fuorilegge».

Un rischio ignorato da Ciro Borriello & co. pronti a portare avanti i controlli con scooter muniti di telecamere. «I cartelli ci sono. C’è un cartello perfino sotto casa mia, in via del Monte», la giustificazione del primo cittadino. Ma, considerato come gli scooter possano essere dislocati in vari quartieri, una decina di cartelli su tutto il territorio potrebbero non essere sufficienti a “regolarizzare” l’intero sistema.

twitter: @a_dortucci


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