Inchiesta Consip: vertice pm Roma-Napoli, caccia ai fondi esteri

Inchiesta Consip: vertice pm Roma-Napoli, caccia ai fondi esteri

Inchiesta Consip: vertice pm Roma-Napoli, caccia ai fondi esteri

Strategie e prossime tappe delle reciproche inchieste Consip sono stati al centro di un incontro tra i pm di Roma e Napoli tenutosi nella capitale. Il procuratore aggiunto di piazzale Clodio Paolo Ielo ed il sostituto Mario Palazzi si sono incontrati con il collega partenopeo John Henry Woodcock. Oggetto del vertice, tra l’altro, approfondimenti inerenti l’interrogatorio di Tiziano Renzi, indagato per traffico di influenze, la decisione di Alfredo Romeo e Carlo Russo di non rispondere agli inquirenti e le presunte operazioni finanziarie sospette (100 milioni di euro trasferiti in Inghilterra) attribuite all’imprenditore napoletano. Probabilmente, durante il faccia a faccia, si è fatto riferimento anche alle conseguenze provocate dalla fuga di notizie sul contenuto di alcuni atti ed informative oggetto pure di omissis. Intanto emerge che nell’esposto dell’aprile scorso con il quale la Romeo Gestione si rivolse a Consip e, per conoscenza all’Anac e all’Antitrust, si sottolineava come l’esclusione delle società del gruppo Romeo e di un’altra azienda da alcuni appalti abbia “prodotto un danno, in termini di minor risparmio possibile per la pubblica amministrazione pari a circa 67 milioni di euro”. In quell’occasione Romeo chiedeva di accertare “se sia configurabile un ‘cartello permanente’ di controllo del mercato, composto da un ristrettissimo numero di soggetti imprenditoriali (Mondocooperativo, Gruppo Sti e pochi altri), capace di condizionare in modo determinante in proprio favore le aggiudicazioni dei più grandi appalti pubblici di settore grazie ad una accurata, ben pianificata e coordinata regia di partecipazione alle gare, di strumentali desistenze e di gestione del contenzioso, che risulterebbe estranea ad ogni corretta regola di concorrenzialità”. Intanto è attesa entro il fine settimana la decisione del gip Gaspare Sturzo sulla richiesta di scarcerazione fatta dai difensori di Alfredo Romeo, tuttora detenuto a Regina Coeli con l’accusa di corruzione nell’ambito del filone romano dell’inchiesta. Gli avvocati hanno motivato l’iniziativa ritenendo che siano state violate alcune norme del codice di procedura penale in relazione all’assunzione delle prove. La procura di Roma dovrebbe depositare domani il proprio parere sulla richiesta, ma appare scontato che sia negativo.


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