Truffe auto: picchiavano disabili per i risarcimenti, 6 arresti

Truffe auto: picchiavano disabili per i risarcimenti, 6 arresti

Truffe auto: picchiavano disabili per i risarcimenti, 6 arresti

Hanno picchiato anche disabili, per lo piu’ ragazzi tra i 18 ed i 25 ani con gravi ritardi psicofisici, dando loro pochi spiccioli pur di procurarsi dei feriti reali con la cui documentazione medica ottenevano risarcimenti da societa’ di assicurazione per finti incidenti stradali. E lo facevano con efferatezza, dicono gli inquirenti, procurando loro lesioni anche gravi con bastoni e mazze di legno o di ferro. Sei persone, componenti di una banda, sono state arrestate dai carabinieri di Grazzanise, nel Casertano, su mandato del gip di Santa Maria Capua Vetere per associazione a delinquere finalizzata a lesioni personali, truffa ai danni di compagnie assicurative, sequestro di persona, estorsione, ma anche furto in edifici scolastici e detenzione e spaccio di stupefacenti. Le vittime consenzienti venivano picchiate e poi portate nel piu’ vicino ospedale per avere certificati medici di pronto soccorso che attestavano che quelle contusioni e ferite erano frutto di un sinistro. Al vertice dell’associazione Carlo Bianco, 46 anni, che questi certificati li dava ad avvocati, “allo stato estranei al procedimento, in quanto difettano elementi in ordine alla loro consapevolezza della falsita’ dei sinistri”, come spiega la Procura, che curavano le pratiche di risarcimento. Molte e tempestive le segnalazioni di compagnie assicurative dalle quali e’ partita l’indagine, sviluppata tra dicembre 2015 e settembre 2016. In qualche caso pero’ i ragazzi picchiati non erano consenzienti e l’inchiesta ha documentato gravi lesioni procurate ad un portatore di handicap che e’ stato sequestrato, minacciato e piu’ volte malmenato per ottenere certificazioni. Bianco decideva anche la quota di compenso da attribuire ai suoi complici nelle singole truffe, mentre Fabio Martino De Carles, ed Anthony Concu, si occupavano di trovare le persone da picchiare ed i mezzi per realizzare le violenze, che venivano invece compiute da Franco Pistone, Mauro Simone e perfino una donna, Giulia De Felice. Documentati almeno cinque falsi incidenti stradali, anche da conversazioni telefoniche ed ambientali tra gli indagati, nonche’ quattro episodi di furto, tre dei quali in una stessa scuola di Capua, e nove episodi di spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, nella scuola, forzando per tre volte le porte di ingresso, era stato portato via materiale informatico per ottomila euro.


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