Stop forzato alla via Crucis a Pompei: «Creava senso di comunità»

Stop forzato alla via Crucis a Pompei: «Creava senso di comunità»

Stop forzato alla via Crucis

«Il sindaco Uliano prese un impegno. Quello di trasformare la via Crucis in un evento». L’ex consigliere Bartolo Martire, del gruppo Democratici e riformisti, esprime amarezza per lo stop forzato alla via Crucis. La manifestazione, nata nel 1997 da un’idea del regista Elio Sorrentino, ogni anno viene organizzata dai Lions in collaborazione con il gruppo teatrale Gati. L’ex sindaco aveva assicurato un sostegno economico all’evento con un’apposita delibera che garantì circa 6mila euro per l’organizzazione che coinvolge quasi 150 figuranti in abiti d’epoca. «Quest’anno la via Crucis salterà anche per ragioni organizzative», Pasquale Di Paolo cerca di smorzare i toni della polemica che infuria sui social, «abbiamo avuto un incontro con i commissari che ci hanno spiegato le problematiche legate al rischio dissesto. Per cui il contributo sarebbe stato irrisorio». La delusione però è tanta anche perché «a Pompei manca la cittadinanza attiva e la via Crucis rappresentava un momento di riflessione e aggregazione forte». Ma Di Paolo è ottimista e guarda avanti: «L’anno prossimo torneremo in piazza». L’evento va in scena nella domenica delle palme, mentre il venerdì santo è dedicato alla via Crucis “ufficiale” del Santuario. Maurizio Bezzecheri veste i panni di Gesù nel corso della suggestiva rappresentazione: «Per quest’anno non ci sono speranze». Da un lato, il mancato sostegno da Palazzo de Fusco che non ha a disposizione fondi da destinare a un appuntamento ritenuto «non prioritario». «E’ stato brutto ascoltare questa definizione in Comune. Manifestazioni del genere dovrebbero essere prioritarie perché capaci di attrarre visitatori, senza considerare l’impegno di oltre cento persone di ogni età», spiega il signor Maurizio, «il no del commissario ai fondi e l’incertezza circa la disponibilità dei locali dove di solito facciamo le prove hanno reso impossibile riuscire a organizzarla per il 9 aprile». Un concorso di cause che blocca un evento molto sentito in città e su cui ora anche la politica riflette. «Creare eventi programmati che rafforzano il senso di comunità e potrebbero essere valorizzati a livello regionale è una necessità anche per il rilancio turistico», conclude l’ex consigliere Martire. 

 


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