Pd, 6 tessere sospette a Vico Equense: il commissario cittadino Persico invoca controlli

Pd, 6 tessere sospette a Vico Equense: il commissario cittadino Persico invoca controlli

Pd, 6 tessere sospette a Vico Equense: il commissario cittadino Persico invoca controlli

Esaminare al più presto il ricorso di alcuni fedelissimi Pd su sei tessere sospette. Cioè quelle sottoscritte da chi, è questa l’accusa mossa da una parte del circolo dem di Vico Equense, è vicino al centrodestra o abbia più di un’affinità con i colonnelli di Gennaro Cinque, l’ex sindaco già nei berluscones e oggi assessore ai lavori pubblici.
Una richiesta ufficiale avanzata dal commissario cittadino Paolo Persico direttamente all’onorevole Emanuele Fiano, l’uomo scelto dai vertici romani a fare da ispettore sul papocchio del tesserificio, ed Enzo Serio, presidente della commissione metropolitana di garanzia. Del caso ne sono stati investiti pure il responsabile organizzativo Gianfranco Wurzburger ed il responsabile Enti locali Giuseppe Esposito. La tensione rimane alle stelle. A Vico Equense, i fondatori del circolo Pd  non si riconoscono nella maggioranza (civica) del primo cittadino Andrea Buonocore. Di diverso avviso, invece, è Franca Rossi, l’ex segretario silurato sulla cui tessera pende una richiesta di annullamento. Persico precisa che l’invito ad effettuare verifiche sulle sei adesioni al centro della querelle si inserisce «nel quadro di alcuni approfondimenti sulle questioni relative al tesseramento in diverse realtà della città e della provincia di Napoli».
Guardando alla realtà di Vico Equense, è il ragionamento di Persico, «ho ribadito, come già fatto in via formale, la necessità che la commissione metropolitana di garanzia esamini  rapidamente, e al tempo stesso seguendo le procedure stabilite dallo statuto e dal regolamento nazionale delle commissioni di garanzia, il ricorso presentato da alcuni iscritti del circolo di Vico Equense per la esclusione di alcune richieste di rinnovo o nuova iscrizione dall’anagrafe 2016».
La bordata vera e propria di Persico si consuma a chiusura del suo comunicato stampa del giorno: «Questo (esaminare il ricorso, ndr) al fine di fare chiarezza nell’interesse del Partito democratico, ma in primo luogo a tutela del buon nome delle persone oggetto del ricorso».


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