Cabinovia a Sorrento, l’ex vicesindaco Fiorentino punge il consigliere Pontecorvo: «Spero non stia barando»

Cabinovia a Sorrento, l’ex vicesindaco Fiorentino punge il consigliere Pontecorvo: «Spero non stia barando»

Cabinovia a Sorrento, l'ex vicesindaco Fiorentino punge il consigliere Pontecorvo: «Spero non stia barando»

«Sorrento chiede di essere ben governata. E sulla cabinovia il ragionamento del consigliere comunale Mariano Pontecorvo regge, sempre se non bara».
A dirlo è Rosario Fiorentino, ex vicesindaco, tra gli oppositori più ferrei dell’attuale maggioranza del sindaco Giuseppe Cuomo e referente territoriale dell’associazione “I cittadini contro le mafie e la corruzione”. Spunta un’analisi sul momento storico vissuto da Sorrento alle prese con numerosi progetti 2.0, discussi e discutibili. L’ultimo della serie è quello della cabinovia tra porto di Marina Piccola, piazza Tasso, vallone dei Mulini e anfiteatro del parco Ibsen. L’opera messa a punto dalla società Welcoming Sorrento è al vaglio del Comune. L’obiettivo è aderire a una forma di project financing per una somma vicina a 15 milioni di euro. Ma Pontecorvo si oppone fermamente, anche nelle vesti di imprenditore e proprietario del Vallone dei Mulini, attraverso la società Maccheronificio srl. «Non se ne parla, il mio obiettivo è rendere fruibile il sito. No alla cabinovia». Un messaggio ripreso adesso da Fiorentino: «Il cambiamento di Mariano Pontecorvo è una presa di posizione nuova e diversa dal passato che detta la linea su un piano nuovo e difficile da percorrere per uno che rappresenta uno dei baluardi della giunta Cuomo – dice Fiorentino -. Possiamo affermare che se non bara il suo ragionamento va apprezzato? Che in pieno isolamento si fa carico di un approccio e modo diverso che non possiamo frettolosamente far finta di non leggere. Al contrario serve riprendere e rilanciarne la discussione e l’approfondimento catturando quelle cose che possono diventare patrimonio di quanti amano la propria terra a prescindere dal ruolo che si ricopre nella società e in politica. Guardiamo alla sostanza dei fatti narrati e solo in questo modo riusciremo di far fare alla città un passo in avanti. Sorrento ha bisogno di cambiamento visibile e non parolaio. Sorrento sta in sofferenza, a mio avviso, per la mediocrità di una parte della classe dirigente».


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