Immobili per migranti senza requisiti, scatta il sequestro

Immobili per migranti senza requisiti, scatta il sequestro

Immobili per migranti senza requisiti, scatta il sequestro

I carabinieri hanno sequestrato su ordine del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere oltre venti appartamenti facenti parte di un complesso residenziale di San Nicola la Strada (Caserta), denominato Parco Mecos, e utilizzati fino all’inizio dell’anno in corso per l’accoglienza di oltre 130 extracomunitari. Gli appartamenti furono sgomberati dalle forze dell’ordine il 3 gennaio scorso a causa delle tensioni tra i migranti e le famiglie italiane residenti nello stesso stabile, sfociate nei mesi passati in numerose manifestazioni di protesta. Per la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ha coordinato le indagini, gli appartamenti non avrebbero avuto i requisiti necessari per ospitare i migranti e hanno per questo iscritto sul registro degli indagati per i reati di falso in atto pubblico e turbativa d’asta quattro persone: un geometra dell’Ufficio Tecnico del Comune di San Nicola la Strada e tre imprenditori, ovvero i due amministratori delle società titolari degli immobili e il gestore della società che li ha fittati. Per gli inquirenti i quattro avrebbero falsificato i documenti necessari per ottenere il rilascio del certificato di agibilità dei locali e partecipare così al bando della prefettura di Caserta per il servizio di accoglienza dei migranti.

I carabinieri della Compagnia di Marcianise guidati da Luca D’Alessandro, le cui indagini sono partite nel novembre scorso dopo le denunce di numerosi cittadini che vivono nello stesso stabile, hanno accertato che gli immobili erano tenuti in precarie condizioni strutturali e igienico-sanitarie; in alcune parti mancava anche la pavimentazione e l’impianto elettrico non era a norma, con i fili scoperti e dunque pericolosi. La vicenda di Parco Mecos era venuta alla luce nel maggio del 2016 per la difficoltà di convivenza tra le famiglie italiane e i migranti, sistemati in oltre 20 appartamenti dello stesso stabile. I residenti italiani scesero in strada per protestare, lamentando tra l’altro la mancanza di rispetto per le regole condominiali degli immigrati e il fatto che stessero tutto il giorno senza far nulla creando disagio agli inquilini; poche settimane dopo fu la volta degli immigrati che bloccarono viale Carlo III, importante arteria dove è ubicato il complesso residenziale, in un paio di circostanze, l’ultima nell’ottobre scorso. Già allora la Prefettura revocò il provvedimento di prima accoglienza per 15 immigrati protagonisti delle intemperanze, provocate dalla “scarsa qualità del cibo” ma anche dalla mancanza di opportunità ricreative, come il wi-fi. Si è arrivati così alla decisione della Prefettura di inizio 2017 di sgomberare definitivamente i migranti per problemi di ordine pubblico.


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