«Venga “dottor” Bergoglio», l’Università di Salerno “chiama” il Papa

«Venga “dottor” Bergoglio», l’Università di Salerno “chiama” il Papa

«Venga "dottor" Bergoglio», l'Università di Salerno "chiama" il Papa

Papa Francesco, Santità e a breve – perché no? – anche “dottor” Bergoglio. L’Università degli Studi di Salerno vuole insignire il Santo Padre d’una laurea honoris causa in Medicina. La scelta della facoltà. Anzi. Si riannoda alle radici della storia, che racconta la Scuola Medica Salernitana come la più antica del mondo. L’istituzione giusta per legare il proprio nome a Jorge Mario Bergoglio, che da tre anni è per tutti semplicemente Papa Francesco.

L’invito in Vaticano

L’annuncio è stato dato dal rettore dell’UniSa, Aurelio Tommasetti, e da Mario Capunzo, direttore del Dipartimento di Medicina, chirurgia e odontoiatria della Scuola Medica Salernitana, nel corso del convegno “Umanizzazione della Medicina – Curare e prendersi cura”, svoltosi ieri presso il campus di Baronissi e promosso dall’associazione Medici Cattolici Italiani con il Dipartimento di Medicina e l’Omceo di Salerno. «La Scuola Medica Salernitana, che oggi rivive nell’Ateneo dell’Università di Salerno, intende conferire la laurea honoris causa al Santo Padre – si legge in una nota ufficiale inviata al Pontefice e al cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin – per le sue doti e capacità, universalmente riconosciute, di medico delle anime e di intimo conoscitore dei bisogni delle persone più deboli, più povere, più bisognose della divina misericordia e della umana solidarietà».

L’iter

L’iniziativa, in grado potenzialmente d’attirare sul campus salernitano gli occhi del mondo intero, avrà degli obbligati passaggi burocratici. Un mesetto per essere formalizzata, attraverso l’approvazione del Senato Accademico e del Consiglio d’Ateneo, nell’attesa della risposta del Vaticano che dovrà, in caso d’auspicato riscontro positivo, inserire poi l’appuntamento nella fittissima agenda del Papa. Difficile, insomma, ad oggi stabilire una tempistica per l’evento, che inevitabilmente richiederà un’accurata opera di preparazione per la logistica e soprattutto straordinarie misure per la sicurezza. 

Il fermento

è l’ennesima sfida per l’Università degli Studi di Salerno, ch’è già attiva nell’organizzazione d’un altro appuntamento di respiro internazionale, le Universiadi del 2019. La kermesse sportiva, un’Olimpiade per gli studenti di tutto il mondo, è stata assegnata alla Campania grazie all’impegno del Cusi, il cui presidente nazionale è l’avvocato salernitano Lorenzo Lentini: Napoli sarà l’epicentro ma rivestirà un ruolo importante anche l’UniSa il cui ex rettore, Raimondo Pasquino, è a capo dell’Agenzia regionale per le Universiadi. Va da sé, ovviamente, che la laurea ad honorem per Papa Francesco vada persino oltre la dimensione d’un evento eccezionale. Per il popolo, ma in fondo non per lui. Bergoglio, infatti, classe 1936, si laureò già in Filosofia nella sua Buenos Aires nel 1963 e negli anni Settanta fu rettore della Facoltà di Teologia e Filosofia a San Miguel. 

I precedenti

L’ultima volta d’un Pontefice in provincia di Salerno risale al 1999: era il 4 settembre quando Karol Wojtyla, al secolo San Giovanni Paolo II, si recò in elicottero a Pontecagnano Faiano per la benedizione del nuovo Seminario, di cui aveva più volte incoraggiato la costruzione. Papa Francesco, invece, ha fatto già tappa in Campania esattamente due anni fa, il 21 marzo del 2015, quando fu accolto da un bagno di folla prima a Pompei e poi a Napoli. La prossima visita potrebbe essere al campus dell’Università salernitana. Da Santo Padre, certo, ma pure con la “coroncina” d’alloro in testa e la pergamena tra le mani, da “dottor” Bergoglio…


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