Ottaviano ricorda Beneventano e Cappuccio: tante istituzioni ma pochi cittadini

Ottaviano ricorda Beneventano e Cappuccio: tante istituzioni ma pochi cittadini

Ottaviano ricorda Beneventano e Cappuccio: tante istituzioni ma pochi cittadini

Ottaviano. E’ una lista lunga e tocca all’esercito degli alunni delle scuole di Ottaviano di leggere ogni singolo nome e cognome, scandendo il destino di centinaia e centinaia di vittime di camorra. Lo fanno in piazza Municipio in occasione della giornata della legalità. Alle loro spalle spicca la lapide dedicata a Pasquale Cappuccio, avvocato e consigliere comunale del Partito Socialista ucciso a 44 anni. Era il 13 settembre del 1978 quando fu raggiunto da una pioggia di piombo. Ammazzato perché aveva denunciato più volte la collusione della politica con la camorra riguardo appalti e speculazioni edilizie. Aveva fatto lo stesso anche Domenico Beneventano, medico e anch’egli consigliere comunale: anche per lui arrivò presto la sentenza di morte, il 7 novembre del 1980, decisa da una camorra che senza pietà alzava il tiro punendo chi provava denunciar, ad opporsi alla ragnatela della malavita che voleva mettere le mani sulla gestione della cosa pubblica. Vittime di camorra, uomini semplici, professionisti di una città che però era nelle mani del boss Raffaele Cutolo, il fondatore della Nuova Camorra Organizzata. Tempi diversi, anni diversi eppure i loro nomi ancora oggi fanno vibrare gli animi seppur non riescono a coinvolgere una cittadinanza che, come ieri, continua a restare dietro le quinte. Eppure, in piazza ieri mattina c’erano le alte istituzioni militari dal colonnello dell’arma di Torre Annunziata Filippo Melchiorre al maresciallo della stazione di Ottaviano Agostino Giannettino, il sindaco Luca Capasso, il capitano della finanza Raffaele Barberio, il comandante della polizia municipale Acerra e i rappresentanti del commissariato di San Giuseppe Vesuviano.  Pochissimi invece i consiglieri comunali (Emanuele Ragosta, Gino Aprile, Carmela Aliperta, Vincenzo Ranieri e l’assessore Salvatore Rianna), presente il presidente dell’ordine degli avvocati di Nola, Francesco Urraro e l’esercito di bambini e ragazzi . Ma i cittadini no. Defilati quei pochi.  Presente anche la figlia del medico trucidato dalla camorra Lorena Cappuccio: “Mio padre non ha pensato, neanche una volta, di tutelare la propria vita rispetto al fatto di portare avanti la battaglia in quello in cui credeva. Valori che mi sono stati trasmessi e che noi continuiamo a portare avanti, oggi ho avuto più difficoltà del solito ad essere qui, ma dovevo esserci, sono venuta ad Ottaviano perchè sapevo che questo era il mio posto nel rispetto del percorso fatto da mio padre e seguito da tutti quanti voi. Solo lo spirito di comunità e unità può farci sperare davvero nel cambiamento, grazie allora per questa energia che continuamente ci date”. “I nomi letti sono tanti – ha spiegato invece il consigliere comunale Felice Picariello, promotore dell’iniziativa – e mi spaventava l’attualità di questo tema, le ultime vittime sono del 2016 e sono dietro la nostra porta. Quando come Laboratorio ci siamo associati a Libera in questa manifestazione avevamo paura del maltempo, ma oggi è davvero primavera grazie anche a questa legge dello Stato che ha permesso, grazie all’impegno civico della collettività, a rendere istituzionale questo giorno di grande riconoscimento”. Lapidario invece il leader dell’opposizione Andrea Nocerino: “Ricordare uomini semplici come Mimmo Beneventano e Pasquale Cappuccio, vittime di una camorra spietata e diventati eroi per difendere il principio di verità, per combattere la criminalità fa bene a noi, alle nuove generazioni e al territorio. Ma mi piace anche ricordare – conclude Nocerino – quello che ha detto il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone “le legalità la si pratica non la si predica”.


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