Droga, il cuoco di Sorrento licenziato dopo il patteggiamento: via anche il cameriere

Droga, il cuoco di Sorrento licenziato dopo il patteggiamento: via anche il cameriere

Droga, il cuoco di Sorrento licenziato dopo il patteggiamento: via anche il cameriere

«La marijuana era solo per me. Non ho mai spacciato. Né ho venduto dosi a qualcuno nel ristorante o ai clienti». Ma il titolare del locale non ne ha voluto proprio sapere. Ha perso fiducia nel suo giovane cuoco tanto da dargli il benservito.

L’arresto fuori al locale
Una doppia pena che si abbatte su un ventenne, A.C., fermato dalla squadra anti-crimine del commissariato di Sorrento all’esterno di un risto-pub del centro. Il ragazzo aveva con sé 25 grammi di marijuana che nel giro di 24 ore gli sono costati carissimo. Il cuoco ha patteggiato 11 mesi, ma sul suo capo pesa anche la perdita del posto di lavoro. Rischia lo stesso anche un amico, un collega, che fa il cameriere. Si trovava con A.C. al momento del blitz dei poliziotti ed è stato segnalato alla Prefettura di Napoli come assuntore di sostanze stupefacenti.

«Mai spacciato»
Il cuoco voleva scongiurare altri guai quando, sia agli agenti sia durante il processo per direttissima, ha raccontato la sua versione dei fatti: «L’erba era per uso personale». Una difesa che non gli ha evitato l’arresto. L’accusa: detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In un borsello i poliziotti gli hanno trovato la marijuana, mentre a casa è stato rinvenuto anche un bilancino di precisione. Eppure, almeno a chiusura del processo per direttissima, il ventenne era riuscito a “dribblare” la stangata ottenendo l’ok per il patteggiamento con la Procura di Torre Annunziata: 11 mesi e 6mila euro di multa con sospensione condizionale della pena così come sancito dal giudice monocratico Federica De Maio.

Il licenziamento
Terminata l’udienza e letta la sentenza, il ventenne ha fatto ritorno a Sorrento, da uomo libero. Ma la mazzata è arrivata dopo qualche ora. Non potrà più mettere piede nel locale, estraneo alle indagini e nel quale non sono state rinvenute né dosi di droga né tracce per ipotizzare consumo di stupefacenti. Il titolare dell’attività ha deciso di mettere alla porta il cuoco. Una decisione presa a mente fredda anche per tutelare l’immagine dell’attività commerciale situata in zona centrale.


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