Rifiuti: Caldoro, solo spot e pochi fatti concreti

Rifiuti: Caldoro, solo spot e pochi fatti concreti


“Da Giovanni Romano interrogativi preoccupanti che meritano attenzione e l’approfondimento di tutti. Sui rifiuti, al momento, solo spot e pochi fatti concreti”. Cosi’, su Facebook, Stefano Caldoro, capo della opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania, commenta le riflessioni dell’ex assessore regionale Giovanni Romano. Nella pagina social “Caldoro Presidente”, Giovanni Romano, ex assessore della Giunta Caldoro, si pone delle domande: “I Rifiuti dove finiscono? Qualcuno cancella i dati? Chi controlla?” Romano sottolinea, tra l’altro, che il caso del sito di Pianodardine (Avellino) dove “sono stoccate circa 30.000 tonnellate di rifiuti che verranno smaltite nell’ambito del Piano Straordinario di smaltimento dei rifiuti imballati”. “Il sito era gia’ stato parzialmente svuotato nel 2010, – ricorda l’ex assessore – con la piazzola n. 1, per circa 6 mila tonnellate con il conferimento dei rifiuti presso il termovalorizzatore di Acerra. Non e’ poi stato possibile completare lo svuotamento a causa della saturazione dello stesso termovalorizzatore”. “Dopo 10 mesi dall’avvio del programma – dice ancora Romano – che era stato, come tanti altri, propagandato come un evento straordinario con tanto di presenza dell’allora Presidente del Consiglio, sono state smaltite circa 40.000 tonnellate, rispetto alle 800.000 previste nel cronoprogramma da completare in 18 mesi pari al 5% del programmato. Rispetto all’ammontare complessivo dei rifiuti imballati (circa sei milioni) e stoccati siamo all’1%. Siamo di fronte ad un fallimento di grande successo. Torniamo all’Irpinia: a fronte de i rifiuti che vengono portati via dall’Irpinia sono pronti altrettanti rifiuti che nello stesso tempo arrivano sullo stesso territorio. Una sorta di gioco delle tre carte. Infatti e’ di pochi giorni fa l’avvio delle operazione di svuotamento dei rifiuti imballati dal sito di Taverna del Re ubicato a Giugliano. I rifiuti imballati di Giugliano sono forse trasferiti proprio nell’impianto di Serino (AV), in attesa del via dalla Bulgaria?” “Il meccanismo – secondo l’ex assessore regionale – e’ quello di rimuovere i rifiuti da Giugliano, portarli in Irpinia e poi spedirli in altre parti”. Per Romano, quindi, “viene legittimo chiedersi: perche’ questo giro ‘turistico’, questi trasporti (che hanno un costo), questo cambio di modulari e intestazioni? In questi impianti, vengono anche prelevati i rifiuti ordinari prodotti negli impianti STIR di Giugliano e di Tufino, nonche’ i rifiuti urbani di alcuni Comuni? Se cosi’ fosse, e’ del tutto logico pensare che una volta pervenute nell’impianto di Serino i rifiuti delle balle vengano confusi con quelli provenienti dal ciclo ordinario ‘cancellando’ le tracce di origine? Ricordiamo che uno dei punti cardine del bando di gara per la rimozione dei rifiuti imballati era quello di garantire la tracciabilita’ circa la destinazione dei rifiuti imballati”. “Al momento, invece, sembra che per ovviare alle mancate autorizzazioni da parte degli Stati destinatari, – dice ancora Romano sul web – sono stati inseriti innumerevoli impianti nazionali di recupero, principalmente del Nord Italia, tra cui Lombardia, il Piemonte e l’Abruzzo. Ma se i rifiuti imballati dai siti di stoccaggio finiscono nella stessa Campania che, pero’, non ha impianti di smaltimento finale, dove finiscono veramente questi rifiuti e, soprattutto, che trattamento ricevono in questi impianti? Il dubbio che e’ legittimo avanzare e’ che si tratti solo di un modo per modificare la provenienza degli stessi per far passare i rifiuti in impianti intermedi per il semplice cambio del produttore, in modo che gli stessi possano essere poi smaltiti comunque all’estero. “Insomma, – conclude l’ex assessore regionale – un espediente per superare il diniego degli Stati, un vero e proprio cambio del formulario che modifica il produttore e consentire, con una modalita’ che suscita giustificate perplessita’, lo smaltimento fuori nazione. Sembra essere tutto fuori controllo”.


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