Spari nella movida a Torre Annunziata, la rabbia della città: “Basta con l’aria di camorra”

Spari nella movida a Torre Annunziata, la rabbia della città: “Basta con l’aria di camorra”

La rabbia della città: "Basta con l'aria di camorra"

Un ragazzo ferito da  un proiettile dopo essere stato utilizzato  come scudo umano e la città si indigna e si ribella. Una pioggia di commenti e reazioni a quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica ha riportato al centro della dibattito pubblico l’emergenza sicurezza a Torre Annunziata. Dai candidati a sindaco ai vertici delle associazioni cittadine, ma anche semplici residenti e giovani che attraverso la nostra pagina Facebook “Metropolis quotidiano” hanno deciso di urlare “basta alla camorra”, portando all’attenzione delle Istituzioni una serie di criticità, denunce ma anche riflessioni alcune delle quali si trasformeranno in atti concreti e visibili già nelle prossime ore.

La prima iniziativa si terrà domani sera alle 19,30 in via Gino Alfani, un’assemblea pubblica organizzata da Catena Rosa. “Chi chiede il presidio oggi è in malafede – scrivono –  bisogna dirlo che la movida così come è organizzata fa schifo, fa schifo nei contenuti e fa schifo come qualità di persone che attira. È una calamita gigantesca, e lo dissi un 24 dicembre, che in pochi anni sarebbe degenerata. Bisogna intervenire con norme per regolamentare le attività e il tipo di offerta. I nostri ragazzi pensano solo a bere alcolici e a ubriacarsi perché il contesto questo offre. Poche settimane fa sempre in via Alfani ci fu una megarissa di trenta ragazzi e se spuntava un coltellino?”, la provocazione lanciata sui social. E ancora: “La curva è anche piazza di spaccio. E’ una “malavida””. Una vicenda che ha scosso tantissimi genitori che tra quei ragazzi avevano i propri figli: “Sono terrorizzata, mio figlio mi ha raccontato tutto, ho paura a  farlo uscire di casa”. E ancora: “Sono basita, malgrado tutto ieri, sin dalle prime ore della serata , la curva si è riempita di adolescenti, il primo sabato dopo un inverno rigido, un sabato pre-estivo. C’è bisogno di soluzioni, apporre argini alla violenza in città e soprattutto in un luogo d aggregazione giovanile: dobbiamo garantire il diritto alla vita ai nostri figli”. C’è chi ha poi chiesto maggiori controlli e sinergia tra i vari organi competenti: “La scuola fa tanto, tantissimo. Si dedicano contenuti volti alla legalità mossi dalle più svariate competenze per poter coinvolgere tutte le tipologie attitudinali dei ragazzi. Le famiglie e i piccoli nuclei sociali dove sono? Non si può pretendere dalla scuola di essere l’unica fonte educativa per la crescita sana di queste nuove generazioni. Siamo tutti, consapevolmente o non, educatori e responsabili di ogni minimo gesto e ciascuno individualmente”. “ Potrebbe succedere in qualsiasi parte della città, bisogna incrementare e garantire più ordine e sicurezza sul territorio” e c’è chi invece arrabbiato tuona: “E sono questi episodi che mi fanno pensare che è meglio che i miei figli girano il mondo e si confrontano con realtà dove non si respira aria di camorra”. A commentare anche il candidato a sindaco Pierpaolo Telese che spiega: “L’agguato è solo l’ultimo, drammatico episodio di una scia di violenza che sta attraversando tutta la città: bombe carta, sfondamento di vetrine, “stese” nei quartieri, parcheggi dati alle fiamme, avvertimenti, intimidazioni. La criminalità, organizzata e non, ha rialzato la testa, altro che balordi come dichiarato dall’attuale sindaco qualche settimana fa, urge, perciò, immediatamente la convocazione dì un tavolo provinciale per l’ordine pubblico per potenziare il presidio ed il controllo del territorio come prima ed immediata risposta”.


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