Angela Celentano, misteri infiniti: si torna a indagare sul pic nic del monte Faito

Angela Celentano, misteri infiniti: si torna a indagare sul pic nic del monte Faito

Angela Celentano, misteri infiniti: si torna a indagare sul pic nic del monte Faito

Ascoltare di nuovo familiari e amici che quella maledetta mattina del 10 agosto 1996 si trovavano sul monte Faito. Spulciare tutti i vecchi atti d’indagine, studiare le testimonianze dell’epoca, capire se è stato tralasciato qualche dettaglio che può risultare determinante. Proprio mentre i riflettori restano ancora accesi sul Messico per la caccia incessante a Celeste Ruiz sperando magari in un’accelerata delle autorità sudamericane. E’ questo il nuovo impulso fornito all’inchiesta su Angela Celentano che ha portato la Procura di Torre Annunziata a sentire innanzitutto Rosa Celentano, la cugina della bimba, che la notte prima della scomparsa disse di aver sognato che Angela sarebbe «sparita nei boschi». Un mistero nel mistero. Più che una premonizione, si tratta di una triste coincidenza: Rosa, prima del 10 agosto, raccontò una favola alla cugina prendendo spunto da Cappuccetto rosso.

Il pic nic del Faito
Rosa Celentano è stata ascoltata per oltre tre ore e mezza. Le hanno chiesto cosa ricordava di quel pic nic con la Comunità evangelica e la famiglia di Angela. Le hanno chiesto di ricordare chi c’era. Le hanno domandato dei volti, dei movimenti, delle impressioni. E di cosa facevano lei e la cuginetta. La donna ha avuto comprensibili difficoltà a rispondere con estrema lucidità alle domande dei magistrati. «E’ passato molto tempo, sono quasi 21 anni». Il procuratore Alessandro Pennasilico, il procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli e il sostituto procuratore Sergio Raimondi non hanno tralasciato nulla al caso contando comunque sulla completa disponibilità di Rosa a voler fare chiarezza su un giallo difficile da risolvere.

«Non so molto»
A seguire è stato il turno di Giuseppe Rubino, poco più che 30 anni. E’ di Napoli, ha conosciuto Rosa tempo fa e se n’è innamorato per convolare a nozze proprio poco dopo che si aprissero le indagini sul fronte messicano. Il ragazzo non si trovava sul Faito né ha detto di conoscere molto della vicenda di Angela. Ma gli inquirenti l’hanno voluto ascoltare soprattutto per capire e sapere se dalla moglie aveva mai ricevuto confidenze o notizie su ciò che avvenne quel giorno. «Tante cose le ho lette dai giornali o le ho sentite dalla televisione. Tutto qui. Ma chiedetemi tutto ciò che volete perché voglio dare una mano, sempre se lo ritenete utile alle indagini» è stata la premessa del marito di Rosa Celentano. Un’ora abbondante, bella piena, che è servita alla Procura a far cadere nuova luce su un fascicolo che più passa il tempo più prende le sembianze di una montagna.

Vecchi testimoni
I genitori di Angela hanno seguito da casa le ultime evoluzioni. Si sono affidati all’avvocato Luigi Ferrandino per essere aggiornati in tempo reale. Lo stesso hanno fatto Noemi e Rossana, le due sorelle della bambina. Oltre all’avanzata della Procura che riprende a sentire vecchi testimoni, l’attenzione rimane massima su ciò che potrebbe arrivare dal Messico. Si auspica una svolta, una collaborazione tra investigatori. Soprattutto dopo l’aggiornamento della banca dati del Dna con nuovi prelievi effettuati un anno fa dalla polizia. I passi in avanti sulle ricerche sono top secret. Anche se è lo stesso Ferrandino a frenare perplessità sulle indagini: «Nessuno è bloccato, le ricerche si concluderanno quando ci sarà la verità». Un po’ come disse Maria Celentano lo scorso 10 agosto a Sorrento durante la cerimonia per il ventennale della scomparsa della figlia: «Tornerà, tornerà. Celeste Ruiz è la mia bambina».


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