Collana chiuso, tuona Malagò: «Una vergogna»

Collana chiuso, tuona Malagò: «Una vergogna»

Collana chiuso, tuona Malagò: «Una vergogna»

«Vergogna». È parola che hanno usato in tanti, in questi mesi, per descrivere il pasticcio dello stadio Collana, però se a proferirla è il numero uno dello sport italiano assume un’eco diversa. Fortissima. Giovanni Malagò, presidente nazionale del Coni, ha tuonato così sulla situazione, che per mero eufemismo può esser definita paradossale, dello storico impianto del quartiere Vomero a Napoli. 

L’accusa

«Non si può accettare un simile rimpallo di responsabilità tra enti locali e giustizia amministrativa. Non entro nel merito della questione, però è evidente che a causa di superficialità e incapacità di vari soggetti c’è una struttura che non si può utilizzare. Io sono nemico della burocrazia e a favore di chi vuole fare sport. È una vergogna», l’affondo del massimo dirigente del Comitato Olimpico a margine della presentazione della delegazione italiana per i Mondiali Cadetti e Giovani di scherma, tenutasi presso l’Ambasciata bulgara a Roma. In sala, tra gli altri, c’era pure Sandro Cuomo, olimpionico della spada di cui oggi è commissario tecnico e presidente del Collana Sport Center, il Consorzio di società che svolgevano la propria attività al Vomero. 

L’odissea

Svolgevano, appunto, perché la struttura adesso è chiusa e abbandonata per colpa d’una querelle infinita, stucchevole, e che si trascina a colpi di ricorsi, sentenze, impugnazioni e ripicche, mentre gli sportivi, tra cui tanti giovanissimi atleti, restano a piedi, costretti a cercarsi “altre case” di fortuna. La vicenda Collana, a voler sintetizzare al massimo un riassunto delle puntate precedenti che altrimenti sarebbe d’una noia invincibile, ha vissuto il canto del cigno lo scorso 15 marzo, quando una sentenza del Consiglio di Stato ha annullato l’esito del bando di concorso indetto dalla Regione Campania: i nove club del Collana Sport Center, vincitore della gara, sono così rimasti alla porta, dopo l’illusione d’un lieto fine dopo il passaggio di consegne, a gennaio, dal Comune di Napoli alla Regione. Sembrava l’ultimo atto, consumatosi dopo una sentenza del Tar favorevole al Consorzio, e invece al Consiglio di Stato l’ha spuntata la Giano Srl, seconda classificata nel bando.

Presente e futuro

Morale della favola (ch’è favola per modo di dire): Collana chiuso, abbandonato e con la flebile speranza (l’ultima?) di poter cambiare il corso del proprio destino grazie alle Universiadi campane del 2019, se la struttura rientrasse tra i centri d’allenamento per le Nazionali impegnate nella “piccola” olimpiade degli studenti universitari. Intanto, quel “tempio antico” dello sport napoletano è un regno di nessuno, fatiscente e degradato. Sì, proprio una «vergogna», a dirla con Malagò….


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