Migranti in penisola, i timori dei sei sindaci: «Ok all’accoglienza ma siamo preoccupati perché non ci sono strutture»

Migranti in penisola, i timori dei sei sindaci: «Ok all’accoglienza ma siamo preoccupati perché non ci sono strutture»

Migranti in penisola, i timori dei sei sindaci: «Ok all'accoglienza ma siamo preoccupati perché non ci sono strutture»

Sono pronti a dare un contributo. Non a parole, ma con i fatti. Anche se c’è un grosso problema da affrontare con diplomazia e risolvere: i Comuni non dispongono di immobili liberi e adeguati ai requisiti imposti dalla Prefettura di Napoli per ospitare i migranti. Stando alle previsioni, in penisola sorrentina ne dovrebbero arrivare 240. Ecco la linea dei sei sindaci che a proposito del rebus dell’accoglienza intervengono con chiarezza alla vigilia di un incontro consortile.

Sorrento
Il sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo aveva già individuato il nodo degli immobili. E non fa fatica a evidenziarlo di nuovo: «Siamo preoccupati di quanto il prefetto ci ha trasferito nell’ultima riunione dal momento che, ad oggi, ancora non siamo stati in grado di individuare uno o più immobili da destinare all’accoglienza dei migranti. Nei prossimi giorni convocherò tutte le associazioni di categoria, con l’obiettivo di confrontarci per trovare insieme una soluzione alla questione. Prosegue intanto il confronto costante con gli altri sindaci della penisola sorrentina, per trovare percorsi comuni da seguire. Certamente, e come sempre, faremo la nostra parte, anche con l’aiuto delle autorità ecclesiastiche, che si sono già attivate sul territorio con varie iniziative».

Sant’Agnello
Piergiorgio Sagristani, primo cittadino di Sant’Agnello, punta a risolvere la querelle in tempi brevi: «Dobbiamo trovare una soluzione unitaria – dichiara -. Non si deve e non si può negare l’accoglienza di chi cerca riparo. Anche se è evidente la nostra difficoltà di scovare strutture. I Comuni non ne dispongono, con la Prefettura sarà l’argomento centrale su cui confrontarsi».

Piano di Sorrento
Equilibrato il commento di Vincenzo Iaccarino, sindaco di Piano di Sorrento: «Abbiamo scritto al prefetto chiedendo un incontro per approfondire il problema e individuare la strada più idonea in considerazione della peculiarità della realtà della penisola sorrentina».

Meta
Da Meta, la fascia tricolore Giuseppe Tito accende i riflettori sul culto dell’accoglienza della penisola sorrentina e le esigenze turistiche usando pure termini perentori: «Non possiamo accettare imposizioni né richiami alla sensibilità e all’accoglienza – premette il sindaco -. Abbiamo la massima apertura sul tema dei migranti. La penisola sorrentina è famosa per essere ospitale e lo dimostrerà chiaramente anche stavolta. Accogliamo turisti da sempre, abbiamo accolto nel 1980 anche i terremotati del sisma irpino. Anche se è normale dire che il nostro territorio ha caratteristiche di carattere economico e lavorativo da tenere in considerazione. Serve un punto di incontro. Contiamo sulla volontà della Prefettura di adottare un programma condiviso con amministrazioni e cittadini. In penisola non c’è uno spazio in cui ospitare immigrati. La realtà è questa».

Vico Equense
Accorato l’appello a impegnarsi per i rifugiati da parte di Andrea Buonocore, sindaco di Vico Equense: «Non ci possiamo tirare indietro nei confronti di persone che scappano dalla guerra, dalla povertà, dalle difficoltà. Siamo attori di un impegno civile e morale che ci deve vedere assolutamente protagonisti. Importante è dimostrare volontà vera di scovare l’opzione migliore per scongiurare il rischio di aizzare toni. Ma non dimentichiamoci della vera lacuna, quella logistica. Altrove ci sono beni confiscati, qui nulla».

Massa Lubrense
Lorenzo Balducelli, sindaco di Massa Lubrense, mostra serenità: «Credo che tra i Comuni della penisola e la Prefettura ci siano i presupposti migliori per convergere su un piano di azione collaborativo e fruttuoso per affrontare il caso».


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