Tito-gate, la giunta giura fedeltà al sindaco di Meta che rischia l’arresto

Tito-gate, la giunta giura fedeltà al sindaco di Meta che rischia l’arresto

Tito-gate, la giunta giura fedeltà al sindaco di Meta che rischia l'arresto

«Lavoriamo con estrema serenità ed evitiamo polemiche inutili. Andiamo avanti per centrare tutti gli obiettivi del mandato». E’ più o meno questo il patto stipulato di recente in maggioranza a Meta attorno alla figura di Giuseppe Tito, il sindaco indagato su cui grava la richiesta di arresti domiciliari. L’amministrazione comunale si mostra compatta, non fa trapelare malumori e si ritrova attorno allo stesso tavolo proprio mentre iniziano a spuntare rumors verso le elezioni Comunali 2019. Tra candidature a sindaco presunte o possibili, tipo quella dell’assessore ai servizi sociali Angela Aiello, la squadra di Tito resta fedele al suo leader nel momento più difficile, a poco meno di un mese dall’udienza dinanzi al Tribunale del Riesame di Napoli.

Maratona in aula
Il sindaco, che ha scelto di non rilasciare dichiarazioni a proposito delle accuse mosse a suo carico dalla Procura di Torre Annunziata, più volte ha fatto sapere di «star bene». Tant’è che anche ieri, assieme ai propri assessori, ha studiato al meglio proposte di delibere e progetti da discutere in consiglio comunale. L’appuntamento in aula è fissato per oggi alle 12 e non sarà una seduta di routine. All’ordine del giorno ci sono argomenti molto caldi: dal piano delle consulenze 2017 al piano triennale delle opere pubbliche, passando anche al programma di riduzione delle spese e il bilancio di previsione. La maggioranza è «allineata e coperta», non intende offrire sponde alle stilettate in arrivo dall’opposizione né intende alimentare dibattiti sulle indagini visto che Tito ha optato per un laconico «no comment».

Distanza con il Pd
Tra l’amministrazione e il Partito democratico locale c’è un bel po’ di tensione. Perché non sono piaciute né al primo cittadino né a buona parte della maggioranza le dichiarazioni al vetriolo rilasciate da Paolo Trapani, ex sindaco di Meta e ora segretario cittadino del circolo Pd. «Continua a esserci mancanza di trasparenza, il fatto che non ci sia stata mai menzione delle indagini è grave». Una bordata, rivolta anche all’opposizione, che conferma la distanza tra le parti. Senza dimenticare anche un dettaglio tutt’altro che secondario. Nel recente giro di tesseramenti, Tito non ha formalizzato l’adesione al partito, neppure in via telematica. L’unica a tesserarsi è stata l’assessore Aiello, data in rampa di lancio per le Comunali 2019 se il sindaco non dovesse candidarsi o comunque decidesse di farsi da parte qualora venisse rinviato a giudizio.

Verso il Riesame
Le ipotesi di reato di cui deve rispondere Tito sono numerose e pesanti. Il sostituto procuratore di Torre Annunziata Silvio Pavia intende ottenere dal Tribunale del Riesame di Napoli l’emissione di una misura cautelare grave: arresti domiciliari. Anche se l’udienza fissata per il prossimo 28 aprile sarà comunque importante anche per valutare l’impatto politico che avrà la pronuncia dei giudici della libertà. «Sono tranquillo» sospirò settimane fa Tito ai colleghi di maggioranza prima del consiglio comunale. Lo stesso farà probabilmente anche nella mattinata di oggi.


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