A Nola dissequestrati gli alberi della villa comunale, erano sotto chiave da 2 anni

A Nola dissequestrati gli alberi della villa comunale, erano sotto chiave da 2 anni

A Nola dissequestrati gli alberi della villa comunale, erano sotto chiave da 2 anni

Dissequestrati gli alberi ad alto fusto della Villa Comunale di Nola in modo che il Comune possa eseguire i lavori idonei per restituirli alla fruizione dei cittadini. E’ la decisione della procura di Nola adottata al termine di indagini svolte dalla Guardia di Finanza e dei carabinieri. Una vicenda – come ricorda il procuratore reggente, Stefania Castaldi – che inizia nella primavera del 2015 quando il Comune, ”verificata l’allarmante situazione di alcuni alberi di alto fusto di grande pregio della Villa comunale della cittadina, aveva disposto la messa in sicurezza dell’area, anche attraverso il taglio di alcuni di quegli alberi, sulla base della perizia redatta dal consulente della ditta affidataria dei relativi lavori ritenuti di somma urgenza”. Una iniziativa bloccata dalla procura. Con il provvedimento del pm Cristina Amoruso eseguito oggi sara’ possibile ”il mantenimento dell’esemplare piu’ importante, il Cipresso di Montezuma, vero e proprio monumento vivente, che sara’ curato, monitorato e messo in sicurezza”. Si realizzerà inoltre ”la sostituzione degli alberi che realmente versano in condizioni critiche, che verra’ effettuata con criteri in grado di assicurare che il patrimonio arboreo complessivo della villa non sia depauperato”. Ed infine sara’ effettuata ”la revisione completa dei criteri di gestione agronomica dell’area con l’eliminazione, dove necessario, dell’attuale sistema di irrigazione, una delle principali cause di malattia degli esemplari piu’ annosi”. Il piano di abbattimento degli alberi – ha spiegato il procuratore Castaldi – aveva innescato una serie di denunce da parte di enti e singoli cittadini che avevano segnalato come quell’intervento determinasse la possibile compromissione di un ambiente di pregio storico. Il pm Cristina Amoruso, al quale era stata delegata l’indagine, verificata l’esistenza di un serio pericolo di compromissione ambientale, il 17 luglio 2015 aveva disposto il sequestro di alcuni alberi, poiche’ l’intervento era effettuato in carenza delle autorizzazioni prescritte per interventi su beni di interesse storico (quali, appunto, erano quegli alberi e quelle aree) per evitare che il reato venisse portato ad ulteriori conseguenze. Il Comune aveva reiterato il provvedimento di chiusura di tutta la Villa comunale, quasi contestualmente pero’ proponendo richiesta di riapertura di quegli spazi pubblici, previa regolarizzazione dell’intervento. Al fine di verificare a quali condizioni potesse essere accordato un possibile dissequestro, il pm Amoruso ”e’ stato chiamato a tenere conto della poliedrica natura della Villa comunale che e’ al tempo stesso giardino storico, bene culturale, spazio ad uso pubblico, elemento del centro storico della citta’, e soprattutto ecosistema”. E’ apparso quindi evidente – sottolinea la Castaldi – che un mero abbattimento e ripiantumazione senza le condizioni necessarie affinche’ il nuovo ecosistema potesse durare nel tempo sarebbe stato inutile ed anzi dannoso”. La procura affido’ pertanto a due consulenti, gli agronomi Antonio di Gennaro e Fabrizio Cembalo Sambiase, una perizia per accertare non solo le condizioni di staticita’ degli alberi, in relazione agli aspetti di rischio per la pubblica incolumita’, ma anche per fornire indicazioni sulle tipologie di intervento e le modalita’ gestionali delle aree ”funzionali ad assicurarne la fruibilita’ e la longevita”’. Dunque non una semplice valutazione sulla sicurezza, ma un progetto in grado di garantire complessivamente la protezione e lo sviluppo dell’ “Ambiente Villa”. Nella perizia veniva stigmatizzata ”l’assoluta e totale incuria nella quale era stata tenuta per anni la Villa a causa della mancanza di un piano e di un sistema organico di gestione, monitoraggio e controllo”. Tale negligenza ”aveva causato una alterazione irreversibile dell’ecosistema” danneggiando gli alberi e determinando ”un vero e proprio inquinamento ambientale”. Dopo la bocciatura di una istanza di dissequestro, il Comune ha presentato un ulteriore piano di ripristino ”stavolta del tutto in linea con le prescrizioni, ed oggi – scrive la procura – e’ stato infine possibile procedere alla revoca del sequestro, al fine di consentire gli interventi ritenuti necessari”. Il procuratore ha sottolineato che in virtu’ di questa innovativa iniziativa giudiziaria ”un’amministrazione pubblica sara’ tenuta a dotarsi di un vero e proprio piano di gestione e di monitoraggio costante dell’area, con regole definite da due prestigiosi studiosi”.


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