Ztl a Pompei: «Il ticket è solo una tassa, mancano i servizi turistici»

Ztl a Pompei: «Il ticket è solo una tassa, mancano i servizi turistici»

Ztl a Pompei

«Finalmente iniziamo a capire qualcosa in più sulla Ztl». Polisto Amitrano, albergatore pompeiano in prima linea nella battaglia contro l’istituzione della zona a traffico limitato “priva di programmazione”, interviene dopo aver analizzato il bilancio di previsione. «Il dispositivo fino ad oggi ha creato solo confusione nei tour operator perché, a stagione turistica già programmata, trovano difficoltà ad addossarsi questo ulteriore costo», spiega l’imprenditore, «arrivano notizie di chi ha iniziato a proporre Oplonti, Ercolano e Vesuvio al posto di Pompei». A un mese dall’entrata in vigore della Ztl per i mezzi lungi già si registra qualche defezione: «Un gruppo di orientali che storicamente di ritorno dalla costiera si fermava a Pompei per consumare il pasto ha saltato la tappa e forse non la reintrodurrà». «Il danno economico è già qualcosa di oggettivo per la categoria e da ieri appare chiaro che l’introduzione della Ztl è solo un modo per fare cassa. Nel bilancio è scritto chiaramente». Per Polisto Amitrano appare innegabile che «si tratta di una nuova tassa. Una circostanza che si evince non solo dalle carte ma anche dall’atteggiamento dell’amministrazione. Mi riferisco, ad esempio, alla giornata con l’ingresso gratuito agli scavi. Lo scorso anno ci fu una vera e propria invasione con 30mila accessi, fu un vero caos e la città si paralizzò. E quest’anno non è stato programmato alcun provvedimento per l’accoglienza turistica all’esterno degli Scavi». Questo uno dei problemi evidenziati anche nelle scorse settimane dagli operatori del settore turistico che hanno alzato le barricate contro l’introduzione del ticket di accesso, annunciando anche un ricorso al Tar. Aspetti che Amitrano sottolinea ancora una volta: «Nessuno si occupa né si preoccupa di dare servizi associati al ticket di accesso da 80 euro. Non ci sono parcheggi sufficienti, non c’è un’area per il carico/scarico dei passeggeri, non c’è un potenziamento dei servizi igienici. Insomma, dal pagamento del balzello non deriva alcun vantaggio anzi i turisti sono abbandonati a sé stessi. I benefici saranno solo per le casse del Comune e della Publiparking che incassa l’aggio del 42%». «Per queste ragioni pensiamo che il provvedimento sia da riformulare sulla base di un progetto di accoglienza più generale, da lasciare poi in mano a un’amministrazione che se ne faccia carico e ne risponda a cittadini e imprenditori», conclude l’albergatore, «a noi non sta bene che il pagamento per la Ztl si traduca semplicemente in un modo per ripianare i guai finanziati lasciati dalle passate amministrazioni comunali».


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