Ponte Orazio, danni per 1,5 milioni: 70 famiglie isolate tra Piano e Meta, sindaci in Regione

Ponte Orazio, danni per 1,5 milioni: 70 famiglie isolate tra Piano e Meta, sindaci in Regione

Danni per 1,5 milioni: 70 famiglie isolate tra Piano e Meta, sindaci in Regione

Poteva essere una tragedia, ma per fortuna il destino ha voluto che lo smottamento avvenisse in tarda serata con strade deserte e tutti rinchiusi in casa. Via Ponte Orazio è ko, sarà così per mesi: 70 famiglie costrette a vivere isolate al confine tra Piano di Sorrento e Meta, 300 persone condannate ai disagi. I lavori di messa in sicurezza interesseranno una superficie di 2.400 metri quadrati e si spera che possano partire a giorni. Costi? Almeno 1,5 milioni di euro. I sindaci Vincenzo Iaccarino e Giuseppe Tito hanno subito chiesto fondi alla Regione Campania e oggi alle 15 saranno a palazzo Santa Lucia per tentare di incassare supporti.
Allertato anche Nello Di Nardo, consigliere per la protezione civile della Regione. Mentre il consigliere regionale Alfonso Longobardi e Antonio Malafronte, dirigente del Genio civile regionale, ieri giunti in penisola sorrentina, hanno preannunciato massimo impegno. La zona è in ostaggio. Sul lato di Meta, in zona Ponte Vecchio, vige una vecchia ordinanza che inibisce il transito. Non la rispetta nessuno. Ecco perché il Comune di Piano di Sorrento usa il pugno duro e fa alzare due muri tra l’ingresso e l’uscita di via Ponte Orazio. “L’anno scorso – dice Iaccarino – ho ispezionato i nostri valloni rilevando una situazione di accentuato dissesto idrogeologico e ho evidenziato al governatore Vincenzo De Luca l’urgenza di un intervento di messa in sicurezza. Ora si tratta di attivare procedure urgenti e straordinarie perché ci sono anche altre strade a rischio”.
Negli ultimi mesi lungo la dorsale sono stati effettuati numerosi lavori: metano, fibra ottica, messa in sicurezza delle pareti, cavidotto energia elettrica. Poi lo scorso 26 luglio, sul lato di Meta, il primo smottamento: meno invasivo, ma ugualmente grave. “E’ una situazione pericolosa – dice Longobardi – che richiede intervento immediato. Monitorerò la situazione per garantire le risorse”.


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