Appalto scuolabus, zero sconti: a processo l’imprenditore Ronca e il dirigente comunale di Sorrento Giammarino

Appalto scuolabus, zero sconti: a processo l’imprenditore Ronca e il dirigente comunale di Sorrento Giammarino

Appalto sospetto

Niente sconti. Rinviati a giudizio il dirigente del Comune di Sorrento Antonino Giammarino, l’imprenditore della cooperativa Torquato Tasso Alfonso Ronca e sua madre Giovanna Cacace, rappresentante legale della società di trasporto. Accolta dunque la richiesta della Procura di Torre Annunziata. Ronca, Giammarino e Cacace devono rispondere di turbata libertà degli incanti e falso in concorso. Nel mirino l’assegnazione dell’appalto per il servizio di trasporto scolastico comunale. Il processo con rito ordinario si aprirà il prossimo 25 maggio al Tribunale di Torre Annunziata. Il decreto di rinvio a giudizio è stato emesso dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Torre Annunziata Maria Concetta Criscuolo.
Tutto parte dall’inchiesta aperta sull’iter con cui nel 2012 il Comune di Sorrento stabilì l’affidamento fino al 2017 del servizio di trasporto scolastico. Un affare complessivo da un milione e 370 mila euro. Nella ricostruzione della Procura, la coop Tasso si aggiudicò l’appalto in violazione della legge regionale, approvata nel 2011, che all’articolo 5 vietava che l’affidatario del servizio scuolabus potesse essere già titolare di licenze taxi o noleggio con conducente, una disposizione abrogata dal consiglio regionale appena qualche mese fa. Anche se Giammarino, Ronca e Cacace si sono difesi sostenendo che la normativa prevedeva un articolo, il numero 3, che impone agli stessi soggetti intenzionati a svolgere servizio scuolabus l’iscrizione all’albo dei gestori del trasporto scolastico sulla base di requisiti in contrasto con l’articolo 5 della stessa legge. Fu qui che Giammarino, titolare dell’ufficio scuola, chiese e ottenne un parere dalla Regione che suggerì allo stesso dirigente di affidare il servizio in base all’articolo 3. Una dimostrazione, per il Tribunale del Riesame di Napoli, di comportamento «non fraudolento».  Lo stesso per un’altra circostanza oggetto dell’inchiesta: ovvero, il requisito del possesso di bus immatricolati nello stesso anno del bando. Un elemento già proposto dal Comune di Sorrento in precedenza. Ciò portò i giudici della libertà ad annullare le misure cautelari per Giammarino, Ronca e Cacace (arresti domiciliari e divieto di dimora stabilite dal giudice delle indagini preliminari). Motivo? Grave carenza di indizi di colpevolezza. Decisione confermata successivamente dalla Corte di Cassazione.


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