Ponte Orazio, l’appalto flop: lavori mai partiti a Meta. Ira Wwf: «Indaghi la Procura sulle cause del crollo»

Ponte Orazio, l’appalto flop: lavori mai partiti a Meta. Ira Wwf: «Indaghi la Procura sulle cause del crollo»

Ponte Orazio, l'appalto flop: lavori mai partiti a Meta. Ira Wwf: «Indaghi la Procura sulle cause del crollo»

Le famiglie che vivono nella zona del ponte Orazio rimangono isolate. Sono le 300 persone i cui destini si stanno decidendo in questi giorni di consulti febbrili tra i Comuni di Piano di Sorrento e Meta, la Città metropolitana e la Regione Campania. L’ampia voragine  che ha provocato il cedimento della strada e di una parte del costone di vallone Lavinola deve essere rimarginata e messa in sicurezza. Servono soldi, tanti, almeno 1,5 milioni di euro. Mentre i sindaci Vincenzo Iaccarino e Giuseppe Tito contano di poter ripristinare la viabilità al più presto grazie a interventi di somma urgenza disposti dal Genio civile regionale.

L’appalto bloccato
Ma non mancano polemiche. Innanzitutto c’è la questione sollevata dall’ex assessore di Meta Susanna Barba a proposito delle precarie condizioni in cui versa il versante opposto a quello dove c’è stato lo smottamento. Si tratta della zona di Ponte Vecchio. Da sette anni vige un’ordinanza di stop al transito a causa dei rischi strutturali dell’area. Per i lavori di risanamento il Comune di Meta ha acceso un mutuo di oltre 350mila euro ma finora i cantieri non sono stati aperti. Si tratta di un tema già caldeggiato da Barba in consiglio comunale: «Voglio sapere perché non sono cominciati gli interventi» ringhia l’ex alleata di Tito.

«Avviate indagini»
Anche il Wwf Terre del Tirreno pressa. Il presidente Claudio d’Esposito ha parlato di nuovi rischi, già confermati in una relazione ad hoc dei due Comuni il giorno successivo alla frana. «Ma – rimarca nuovamente d’Esposito – è importante che sia fatta luce sulle cause dell’evento franoso. Bisogna aprire un’inchiesta per valutare cosa sia avvenuto. E’ tutto imputabile a lavori edili svolti di recente in zona? O bisogna dire che appena ci sono due gocce d’acqua c’è il rischio di frane?». Potrebbe anche partire un invito alla Procura di Torre Annunziata.

Nuovo sopralluogo
Intanto ieri mattina si è tenuto un nuovo sopralluogo sul posto. Presente Tito, «nelle vesti di consigliere della Città metropolitana», accompagnato dai tecnici dell’ente guidato dal sindaco metropolitano Luigi de Magistris. «Abbiamo il dovere di intervenire subito e risolvere la questione per la sicurezza dei cittadini che risiedono in questa zona della penisola sorrentina» il leit motiv del sindaco di Meta.


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