Camorra, intesa Comune-associazioni: il baby Renzi di Ercolano sigla il protocollo anti-gaffe

Camorra, intesa Comune-associazioni: il baby Renzi di Ercolano sigla il protocollo anti-gaffe

Camorra, intesa Comune-associazioni: il baby Renzi di Ercolano sigla il protocollo anti-gaffe

Ercolano. Un protocollo d’intesa con l’associazione anti-racket del territorio per evitare nuove gaffe istituzionali e incresciosi “passaggi a vuoto” nella lotta ai clan all’ombra del Vesuvio.
E’ l’iniziativa promossa dalla squadra di governo cittadino targata Ciro Buonajuato, pronta a mettere nero su bianco un “accordo” con i paladini della lotta al pizzo per «assicurare la costituzione di parte civile dell’ente nei giudizi penali per associazione a delinquere di stampo camorristico, estorsione e usura». Una volontà allargata – si legge nel corpo del provvedimento approvato in assenza del vicesindaco Luigi Fiengo e dell’assessore Claudia Improta – anche quanto il Comune «non è individuato come parte lesa dell’organo giudicante». Di qui, la necessità di ampliare le fonti certe d’informazione attraverso la collaborazione dell’associazione anti-racket di Ercolano.
Il protocollo d’intesa si articola in soli 5 punti: l’impegno dell’associazione anti-racket sarà “semplicemente” quello di trasmettere tutte le notizie in proprio possesso circa lo svolgimento di processi penali contro le esponenti dei clan per consentire all’amministrazione comunale di prendere parte ai processi. La scelta di siglare il protocollo d’intesa con l’associazione anti-racket arriva a cinque mesi dalla clamorosa gaffe capace di gettare una pesante ombra sulla concreta attenzione del Comune – al di là degli spot di facciata – alla lotta ai clan: Ciro Buonajuto & co. si “dimenticarono” di entrare come parte civile nel processo – precisamente, la richiesta fu presentata fuori tempo massimo e conseguentemente rigettata – agli assassini di Salvatore Barbaro, il manovale di 30 anni con la passione per la musica ucciso per errore in un agguato di camorra il 13 novembre 2009.
Già nel 2011 – all’epoca in cui alla guida del municipio c’era Vincenzo Strazzullo – il Comune “dimenticò” di costituirsi parte civile nel maxi-processo agli esattori del pizzo denunciati dai 23 commercianti dell’anti-racket.
Di qui, la scelta del baby-Renzi di provincia di chiedere l’aiuto di chi ogni giorno concretamente si spende per la lotta alla criminalità organizzata in modo da evitare ulteriori figuracce e garantire la presenza delle istituzioni al fianco dei promotori del “modello Ercolano”.
twitter: @a_dortucci


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