Leucopetra, i camion sono ko: cumuli di rifiuti in tutta Portici

Leucopetra, i camion sono ko: cumuli di rifiuti in tutta Portici

Leucopetra, i camion sono ko: cumuli di rifiuti in tutta Portici

Portici. Domenica della palme caratterizzata da cumuli d’immondizia in ogni angolo e in ogni strada di Portici. Le cause di questo disastro ambientale sono riconducibili a un problema economico-finanziario: a partire dall’eliminazione del sabato come giorno per la raccolta differenziata, alla mancanza di operatori ecologici, al mancato controllo sui rifiuti da parte delle forze dell’ordine, ai cittadini che gettano i sacconi fuori orario, fino all’assenza di camion funzionati nel parco auto della Leucopetra.

Sembrerebbe che un compattatore su quattro tra quelli utilizzati per la rimozione dei rifiuti sia guasto e quindi inutilizzabile, mentre gli altri sono malridotti e obsoleti. Una situazione generata all’indomani  dalla rescissione del contratto con l’ex ditta incaricata della manutenzione dei camion, che in pratica costava alla Leucopetra 480 mila euro l’anno, una cifra insostenibile visto l’attuale situazione finanziaria della municipalizzata dei rifiuti che a singhiozzi riesce a garantire uno stipendio ai propri dipendenti. Insomma è diventato praticamente impossibile per gli operatori ecologici riuscire a far fronte alle decine e decine di quintali di rifiuti che quotidianamente intasano le strade di Portici.

Durante l’ultimo “black” fine settimana le zone più colpite dall’immondizia sono state via Melloni, via Amoretti, via Antonio De Curtis, via Università, via San Cristoforo, vico Casaconte, via Poli, via Diaz e altre ancora. Ma in particolare a essere sempre più degradata è via Dalbono. Ormai il quartiere periferico diventato negli anni il simbolo del fallimento delle amministrazioni comunali susseguitesi, è letteralmente invaso dall’immondizia e secondo i residenti esausti per la situazione in cui sono costretti a vivere: la discarica abusiva a cielo aperto non viene svuotata da quasi 15 giorni, rendendo lo scenario ancora più deprimente e nauseabondo.


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