Mobilità docenti, boom di domande. La Uil: «Mettere fine alle ingiustizie nel mondo della scuola»

Mobilità docenti,  boom di domande. La Uil: «Mettere fine alle ingiustizie nel mondo della scuola»

Mobilità docenti

Un’unica fase, avviata lo scorso 13 aprile e che terminerà il prossimo 6 maggio. Sono partite le procedure per la mobilità per i docenti assunti a tempo indeterminato. I sindacati sono stati letteralmente presi d’assolto dagli insegnanti a caccia di assistenza per la compilazione delle domande. Come la Uil Scuola Napoli il cui segretario generale Salvatore Cosentino sta seguendo da vicino tutte le fasi. «Si tratta di una procedura utile per tutte quelle persone che hanno subito ingiustizie lo scorso anno con la legge 107 e con la vicenda dell’algoritmo impazzito», ha detto Cosentino, «abbiamo chiesto per mesi che venisse trovato un rimedio e in questi giorni abbiamo già registrato un boom di richieste». Tra gli aspetti positivi della mobilità «l’assenza del vincolo triennale, la possibilità di presentare massimo cinque preferenze con l’opportunità di avere titolarità sulla scuola e non sull’ambito, l’iter del passaggio dall’ambito alla scuola». «Inoltre abbiamo chiuso l’accordo sulla cosiddetta “chiamata diretta», ha continuato il segretario Uil, «a definire i criteri per far arrivare gli insegnanti nelle scuole sarà il collegio dei docenti. Insomma, vediamo i presupposti per eliminare almeno in parte le ingiustizie subite nei  mesi passati».

Un’altra partita aperta è quella della «definizione degli organici. Se vogliamo garantire qualità alla formazione, serve dare continuità educativa e didattica». La richiesta della Uil, in tal senso è di «trasformare l’organico di fatto in organico di diritto. Aspetto che permetterebbe ai docenti di avvicinarsi alle famiglie e garantire al Sud un organico adatto alle esigenze». Insomma, sono stati avviati una serie di passi per «far capire a tutti che non parliamo di numeri ma di persone». Ultima questione cui si dovrebbe mettere mano è anche quella del contratto di lavoro che non viene rinnovato da 7-8 anni. «Manca l’adeguamento stipendiale e normativo. Questa sarà la prossima battaglia», ha concluso Salvatore Cosentino.


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