Tito-gate, tensione a Meta: il comandante indagato lascia gli appalti della polizia locale

Tito-gate, tensione a Meta: il comandante indagato lascia gli appalti della polizia locale

Tito-gate, tensione a Meta: il comandante indagato lascia gli appalti della polizia locale

Sale la tensione al municipio di Meta per la bufera giudiziaria Tito-gate. Il comandante dei vigili urbani Rocco Borrelli non si occuperà più di appalti e lavori legati al suo incarico all’interno del corpo di polizia municipale. Si tratta di una decisione vagliata da qualche giorno e che è diventata ufficiale ieri quando il sindaco Giuseppe Tito ha firmato un apposito decreto. Al posto di Borrelli ci sarà il neo segretario Deborah De Riso. Il decreto è il numero 11 e si basa su una richiesta esplicita fatta dal comandante lo scorso 6 marzo.

L’inchiesta
Borrelli risulta indagato per abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, omessa denuncia e peculato. Secondo la Procura di Torre Annunziata è uno dei protagonisti principali dell’inchiesta Tito-gate che verte principalmente su tre appalti. Primo: la gestione dei parcheggi in zona mare. Secondo: l’installazione delle luminarie natalizie. Terzo: il servizio di trasporto scolastico. Nella ricostruzione della tenenza della guardia di finanza di Massa Lubrense, Borrelli e Tito firmarono anche un’informativa mendace per la Procura sul giallo delle luci natalizie installate da ignoti mentre la gara d’appalto ancora doveva essere conclusa. Stando alle accuse, il comandante e il sindaco sapevano che le attrezzature erano state montate dall’impresa Tecno service riconducibile ad Aniello Donnarumma.

Le misure cautelari
Così come per Tito, dopo la notifica degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari, la Procura ha proposto appello al Tribunale del Riesame di Napoli perché intende ottenere l’emissione di quattro misure cautelari. Per il sindaco pende la richiesta di arresti domiciliari così come per l’imprenditore Antonino Staiano. Borrelli, invece, rischia il divieto di dimora alla stregua di Donnarumma. L’udienza dinanzi ai giudici della libertà è prevista per il prossimo 28 aprile. Di certo, la scelta di Borrelli va letta anche in questa chiave. Per il sostituto procuratore titolare del caso Silvio Pavia, il comandante ha avuto un peso importante nelle dinamiche su appalti e servizi a Meta. E certamente lasciare queste mansioni potrebbe far venir meno l’esigenza della possibile contestazione di reiterazione.

Segretario factotum
La motivazione del decreto di Tito è precisa: «Il funzionario responsabile del dipartimento 3 (Borrelli, ndr) chiedeva di essere esonerato di tutte le competenze attinenti le attività procedimentali di gara per lavori, servizi e fornitura di pertinenza dei servizi attribuiti al proprio settore». In tal senso al posto di Borrelli c’è il segretario De Riso. La quale, due anni fa, quando lavorava al municipio di Piano di Sorrento, guidò ad interim l’ufficio tecnico il cui funzionario, l’ingegnere Graziano Maresca, dopo che gli fu notificato un avviso di garanzia per corruzione, decise di lasciare temporaneamente l’incarico.


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