Lavanda dei piedi, don Antonio Carbone tra gli immigrati e i ragazzi a rischio di Torre Annunziata

Lavanda dei piedi, don Antonio Carbone tra gli immigrati e i ragazzi a rischio di Torre Annunziata

Lavanda dei piedi, don Antonio Carbone tra gli immigrati e i ragazzi a rischio di Torre Annunziata

“La lavanda dei piedi non è folclore, ricorda quanto ci dà Dio”. E’ con queste parole che Papa Francesco ha rinnovato il rito del Giovedì Santo quest’anno nel carcere di Paliano, in provincia di Frosinone. Tra i più deboli, tra coloro che stanno scontando il regime di detenzione. E porprio con le parole del Pontefice don Antonio Carbone, ha inaugurato le celebrazioni del Giovedì Santo all’intreno della parrocchia, nel cuore del rione a rischio. Una cerimonia semplice, dove i protagonisti sono sttai i giovani della comunità di mamma Matilde, ragazzi impegnati in un percorso di recupero e i giovani immigrati, minori non accompagnati, che stanno cercando di intrarsi. «Come è difficile lavare i piedi ad ogni fratello, al di là del ceto sociale, della religione del colore- ha spiegato il parroco salesiano – ognuno di loro porta un peso, un baluardo di esperienze negative, di storie forti e il nostro impegno è nel cercare di seminare in loro la speranza, il riscatto, ma soprattutto è l’unico modo per dare vita ai nostri giorni».


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