Scontro tra procure sul caso-Consip: domani decide vertice Csm

Scontro tra procure sul caso-Consip: domani decide vertice Csm

Scontro tra procure sul caso-Consip: domani decide vertice Csm

Roma. Dopo le feste si apre una settimana importante per l’inchiesta Consip. La ripresa delle acquisizioni di centinaia di documenti sul mega appalto Fm4 da 2,7 miliardi di euro potrebbe portare presto a nuovi indagati nel filone romano. E resta l’attesa per l’ incidente probatorio per Marco Gasparri (il dirigente accusato di corruzione) chiesto dai pm Ielo e Palazzi per cristallizzare le sue dichiarazioni. Ma un’altra partita importante per l’inchiesta si giocherà al Csm.
Domani il Comitato di presidenza – composto dal vice presidente Giovanni Legnini, dal primo presidente Giovanni Canzio e dal Pg della Cassazione Pasquale Ciccolo – deciderà se aprire una pratica sullo scontro tra le due procure titolari dell’inchiesta, Roma e Napoli. Conflitto che si sarebbe consumato con l’accusa di falso mossa dai pm della capitale al capitano del Noe Gianfranco Scafarto – anche in relazione a una prova che riguardava Tiziano Renzi, padre dell’ex premier – e con la scelta dei pm napoletani Woodcock e Carrano di confermare la delega a indagare al suo reparto.    
La decisione si annuncia difficile. L’ iniziativa è stata chiesta dal laico Pierantonio Zanettin (Fi) per verificare se qualche pm abbia leso l’immagine di imparzialità e vada trasferito d’ufficio. E ha già raccolto dissensi al Csm sul metodo (per la scelta di muoversi sulla base di notizie di stampa e per la pubblicità data). Divide anche il merito. C’è chi ritiene che un intervento di questo tipo rischi di interferire con le indagini in corso e dunque vada scongiurato. E chi invece pensa che un approfondimento serva, ma che lo si debba fare a partire da elementi concreti: come quelli che potrebbero venire dalla relazione che il ministro della Giustizia ha chiesto al Pg di Napoli Luigi Riello  sulle “anomalie di funzionamento della polizia giudiziaria”.     
Sono probabilmente questi gli “ulteriori elementi” ai quali ha fatto riferimento Legnini, quando – precisando che sinora i “gravi fatti emersi” nelle indagini di Roma “sono riferibili ad un Ufficiale di Polizia Giudiziaria” e non ai magistrati inquirenti – ha assicurato che in loro presenza il Comitato “non mancherà di assumere ogni tempestiva decisione”.  Ma che comunque resta fermo il principio che “il Csm non deve interferire su indagini penali in corso”, né la sua attivita’ di controllo tradursi in “un altro grado di giudizio”.     
“Attendo con serenità la decisione del Comitato, ma sarebbe un errore non aprire la pratica: un diniego immotivato alimenterebbe solo illazioni”, dice Zanettin, il quale ritiene che, secretando gli atti, si eviterebbe il rischio di interferenza nelle indagini.           
Infine, allo stato sembra solo un’ipotesi l’idea di inserire nella circolare sulle procure che la Settima Commissione sta preparando regole a cui uniformare in futuro i rapporti tra pm e polizia giudiziaria.


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